lunedì 27 ottobre 2014

Lasagna al cacao con mascarpone, funghi, pancetta e noci. MTC 42


A volte desidero una bacchetta magica. Qualcosa che cancellasse tutto, che lo riscrivesse. Qualcosa che potesse dare nuova forma alle cose. Qualcosa che riassemblasse eventi, fatti, in maniera diversa. Qualcosa che sciogliesse nodi, che dissipasse paure. Qualcosa che potesse scavare nel profondo di ciò che sono.. al posto mio. Qualcosa che mi restituisse una forma e la delineasse, definitivamente. A volte sembra di perdersi, scivolare via, come una macchia di olio. Espandersi, senza sapere dove andare. Vorrei una bacchetta magica che me lo indicasse. La seguirei. Sono sicura che lo farei.


Per l'ultimo MTC l'idea di cosa preparare l'avevo sin dal primo giorno: cacao, funghi e un formaggio, che inizialmente avrebbe dovuto essere il gorgonzola, ma poi è diventato il mascarpone. Anche la voglia di prepararla c'era sin dall'inizio. Poi.. poi ne sono capitate tante. Viaggi in giro per l'Italia, alcuni per lavoro, altri purtroppo che non avrei mai voluto fare, non per il motivo per cui l'ho fatto, almeno; spettacoli. E mi sono ridotta a ieri, di ritorno da Brescia, ad avere il tempo di assemblare il tutto. parecchio scetticismo a casa, da chi immaginava che volessi fare delle sfoglie di cioccolato. Alla fine, a tavola li sentivo confabulare e me l'hanno confessato: non se lo aspettavano, ma è buona.. Possibile che dopo anni che spignatto ancora a non fidarsi? :)

INGREDIENTI per 6 persone
Per la pasta al cacao
190g farina di frumento 0
90g semola di grano duro
20g cacao amaro
3 uova

Setacciare insieme le farine e fare una fontana. Rompervi le uova al centro, Mescolare le uova e mano a mano unirvi le farine. Impastare finché non otterrete un impasto omogeneo, dategli la forma di una palla e fate riposare sotto una ciotola capovolta per circa mezzora. Passato questo tempo, stendere la sfoglia, ruotando spesso l'impasto, in modo da allargarlo con una forma tondeggiante. Arrivate a uno spessore di circa 1-2 mm. Lasciate asciugare.


Per la bechamelle (ricetta di Michel Roux)
1/2l latte fresco
30g burro
30g farina di frumento 00
sale, pepe bianco e noce moscata

In un pentolino a fondo spesso, sciogliere il burro e versarvi la farina. Mescolare energicamente fino ad ottenere un roux bianco. Unire il latte e mescolare, facendo addensare la bechamelle fino al punto desiderato. Regolare di sale, pepe e unire la noce moscata. Mettere da parte.

Per il sugo
700g funghi misti surgelati
200g pancetta a cubetti
100g gherigli di noci
250g mascarpone
2 cucchiai di gin
olio extravergine d'oliva
cipolla
sale e pepe bianco

In una padella ampia, rosolare nell'olio extravergine d'oliva la cipolla. Unire la pancetta e cuocere per una decina di minuti, finché la pancetta non risulterà croccante. Unire i funghi e cuocere ancora per circa 20 minuti. Sfumare con il gin e aggiungere il mascarpone. Insaporire ancora per qualche minuto, regolare di sale e pepe e mescolare.

Comporre la lasagna
Portare a bollore una pentola con acqua salata e riempite una ciotola di acqua fredda. Ritagliare dalla sfoglia dei rettangoli, cuocerli 2-3 minuti nell'acqua salata e poi tuffarli nella ciotola di acqua fredda. Mettere a colare in uno scolapasta. In una teglia fare una base con la bechamelle e il sughetto preparato (allungate con un po' di acqua di cottura della pasta, qualora dovessere essere troppo dense), rivestire con un primo strato di sfoglie condire con il sugo di funghi, la bechamelle, le noci tritate grossolanamente e una grattugiata di parmigiano reggiano. Ricoprire con le sfoglie e ricominciare a condire allo stesso modo (con questi dosaggi mi sono venuti fuori quattro strati), terminando la composizione con un ultimo strato di sugo, bechamella, noci e parmigiano. Infornare a 200° C per circa 30 minuti.


Con questa ricetta partecipo all'MTC.42


lunedì 20 ottobre 2014

Peperoncini piccanti ripieni


Mi incanto ad osservare le mani.
Mani che lavorano.
Mani che ne stringono altre, dolcemente, per accompagnarle nei sentieri della vita.
Mani che ricordano.
Mani che accarezzano.
Mani che si tendono.
Per raggiungerne altre.
Per tenersi.
Per offrirsi.
Mani che hanno una storia.
Che hanno attraversato gli anni.
Che portano segreti.
Mani che racchiudono ricordi.
In un barattolo di vetro.



Avevo già immaginato che questo ottobre avrei avuto ben poco tempo da passare cucinando. Ne avevo idea, ma non fino a questo punto. Fino al punto cioè che nemmeno la voglia mi viene o se mi viene, arriva nei momenti più impensabili. Mi rimetto in carreggiata, promesso, ma intanto ora vi presento una conserva preparata qualche tempo fa (poco più di un mese) e che ancora non avevo nemmeno fotografato. E' semplicissima e se trovate ancora peperoncini, cimentatevi!

INGREDIENTI
500g peperoncini tondi piccanti
3 scatolette di tonno sott'olio sgocciolato
capperi dissalati
filetti di acciughe sott'olio
olio extravergine d'oliva
aceto di vino bianco

PREPARAZIONE
Lavare i peperoncini. Togliere la calotta e svuotarli dei semini interni (ATTENZIONE! Utilizzate assolutamente dei guanti per questa operazione. Non fate come me, che convinta non facesse nulla, non li ho messi e ho passato una notte a dormire con le mani infilate in bacinelle di acqua fredda!!). Sciacquarli sotto acqua corrente e metterli in una pentola capiente. Coprire con acqua e aceto, nelle stesse quantità e cuocere 5 minuti. Scolarli e lasciarli asciugare, con la parte aperta verso il basso,  su un canovaccio pulito, per circa 3 ore. Intanto preparare il ripieno. Frullare insieme i capperi, il tonno e le acciughe sott'olio per qualche secondo, finché il composto non sarà abbastanza liscio (io ho frullato fin quando il tonno non si è disfatto tutto, ma avevo ancora qualche cappero facilmente riconoscibile :).
Una volta asciutti, riempire i peperoncini con il composto di tonno e disporli in un vasetto di vetro sterilizzato. Ricoprire con olio extravergine d'oliva. In una pentola, portare a bollore abbastanza acqua da ricoprire il barattolo fino al collo. Avvolgere il barattolo in un canovaccio o in un foglio di giornale. Sterilizzare in acqua bollente per circa 15 minuti. Togliere dal fuoco e conservare in luogo buio per circa 30 giorni prima di consumare.


lunedì 6 ottobre 2014

Fichi caramellati


Adoro ricordare, racchiudere i ricordi in una scatola, da riempire di foto, foglie raccolte in un prato, fiori nascosti nelle pagin di un libro, che mi raccontino quei momenti che mi hanno lasciato qualcosa, dentro, che mi hanno cambiata, in qualche modo, che restano lì, silenti, in attesa di essere riportati alla mente. In attesa di farti sorridere.
Ricordi che si confondono, ma sono sempre vividi. Ricordi che ti cullano, nei momenti in cui ne hai veramente bisogno. Ricordi che a volte tirano fuori una lacrima, dolce, nostalgica, ma pur sempre bella. Ricordi che ti sfiorano la mente e che restano lì, fermi, nel cuore.

Adoro racchiudere i sapori in un barattolo. Racchiudere i ricordi di una stagione, che quest'anno è durata troppo poco. Racchiudere i profumi di una stagione che ci regala frutti dolcissimi, come i fichi, che ho racchiuso in altri ricordi, quelli di una terra che per qualche anno mi ha ospitata.
La ricetta è di Sara. La provai già l'anno scorso, ma non ho calibrato bene i tempi di cottura. Ve la ripropongo, adesso.

INGREDIENTI
1.5 kg di fichi verdi
750g di zucchero semolato
1 bicchiere di aceto di vino bianco
3 bicchieri di acqua

PREPARAZIONE
Lavare i fichi, sciacquarli e metterli in una pentola ampia senza sbucciarli. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e cuocere finché non si sarà formato uno sciroppo dorato (ci vorrà circa un'oretta). Intanto sterilizzare in forno caldo a 200°C per 5 minuti i barattoli e coperchi. A termine cottura, versare i fichi e il liquido (che nel frattempo sarà diventato denso, ma non preoccupatevi, perché ritornerà liquido) e chiudere. Capovolgere i barattoli per tutta la notte. Conservare al buio e al fresco. Una volta aperti conservare in frigo e consumare in breve tempo.

giovedì 2 ottobre 2014

Seppioline in zimino


Poche parole oggi.. Scrivo, cancello, scrivo, cancello.. Ho tanto da dire.. o forse poco. E nulla riesce ad arrivare alla mia bocca in maniera convincente.
Ho poco da dire.. o forse tanto.
E lo dirò, prima o poi.


I secondi piatti sono una di quelle cose che difficilmente propongo, per due motivi: il primo è che non li so fotografare, il secondo è che non li amo particolarmente, soprattutto quelli a base di carne. In una società in cui la carne la fa da padrona, io istintivamente sono portata più verso un secondo di pesce, spinta da una sorta di odio per quelle fettine rosse e sanguigne. Un po' di tolleranza in più per la carne bianca, ma se di fronte ho un piatto di pesce, non ci penso su due volte: prendo quello!
Di questo piatto me ne sono innamorata tempo fa, quando lo vidi per la prima volta su un numero di ottobre di Sale&Pepe. Lo provai subito e subito lo proposi alle mie pazienti. Ieri sera l'ho ripreparato e finalmente ho avuto anche la possibilità di fotografarlo.. E devo dire che per la prima volta sono soddisfatta delle foto fatte :)

INGREDIENTI per 4 persone
800g seppie (o seppioline) già pulite
5-6 pomodorini
1kg di bietole
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 bicchierino di vino bianco
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla
1 peperoncino
sale

PREPARAZIONE
In una pentola ampia, rosolare nell'olio lo spicchio di aglio e la cipolla, a fiamma bassa. Togliere l'aglio imbiondito e la cipolla, tenendo da parte quest'ultima (questo passaggio l'ho imparato leggendo Cuochi si diventa di Allan Bay, nel quale suggerisce di togliere la cipolla una volta rosolata per impedire che rosolando il resto possa bruciare e lasciare un sapore amaro). Unire le seppioline e cuocere 10 minuti. Trascorso questo tempo, sfumare col vino bianco, aggiungere di nuovo la cipolla, il peperoncino e i pomodorini e cuocere ancora altri 10 minuti. Unire le bietole, cuocere per altri 4-5 minuti, regolare di sale e spegnere. Servire con del pane tostato in forno.



lunedì 29 settembre 2014

Ciambelline alla birra con avanzi di lievito madre


Settembre è volato, senza rendermene nemmeno conto. E' incredibile come l'alternarsi di giorno e notte su di me non sortiscano alcun effetto, se non quello di spaesarmi, rendermi incapace di capire in che giorno siamo, in che settimana.. Nei momenti peggiori dimentico perfino l'anno.
Ed è così che è volato settembre, scandito da scadenze che neanche facevano parte di questo mese.
E' così che è passato, segnando la fine e l'inizio di nuove cose, come un Capodanno un po' in ritardo.
E' passato così, togliendomi e dandomi nuove certezze, nuove cose, nuove idee da portare avanti, nuovi stimoli. Perché quelli si sa, nascono sempre dalle incertezze e spesso sono anche quelli che ti fanno riuscire a realizzare un piccolo sogno.


Il recupero degli avanzi di lievito madre è sempre stato un cruccio per me. Ecco perché quando ho visto da Federica queste ciambelline non ci ho pensato su due volte: dovevo provarle!
Avevo la birra in casa, lo zucchero di canna (che non manca mai), ma mi mancava la farina di farro.. Pazienza: si prova con quella 00, per ora. Tanto non ci metto nulla a procurarne :D

INGREDIENTI per circa 30 ciambelline
170g farina di frumento 00
100g lievito madre non rinfrescato
50ml olio di semi di mais
60ml di birra (una ale, per me)
80g zucchero di canna + altro per la superficie

PREPARAZIONE
Setacciare la farina e formare una fontana. Al centro sciogliervi il lievito madre nella birra, aggiungere lo zucchero e l'olio e mescolare, aggiungendo gradatamente anche la farina. Lavorare fino ad ottenere un impasto morbido (è molto più morbido della classica frolla). Formare una palla e far riposare per almeno mezzora (io l'ho lasciata a riposo per un'ora). Prelevare piccoli pezzetti di impasto, tirare dei filoncini sottili di circa 10-15 cm di lunghezza, piegarli a metà su se stessi e attorcigliare formando delle ciambelline. Passare nello zucchero di canna e disporre su una teglia. Infornare a 190°C per circa 20 minuti, o finché non saranno dorate.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...