Fairies’ kitchen
domenica 26 febbraio 2012
Canederli.. ebbene sì, ci sono riuscita
Riuscire a fare questi canederli è per me una piccola vittoria. Infatti come vi dicevo qui, ci avevo già provato una volta, ma dopo averli visti impietosamente spargersi nel brodo, rasentando l'aspetto di una zuppa di pane, avevo deposto le armi e accantonato l'idea, sostituendola con quella di tornare in Alto Adige per mangiarli fatti e buoni. Poi, presa dall'impeto altoatesino di sperimentare le varie ricettine loro, e dopo il successo degli spatzln, ho deciso di riprovarci e complice il freddo di qualche settimana fa, che ha portato anche a Napoli la neve che non si vedeva dal 1985, mi sono nuovamente cimentata nel farli. Come ricetta stavolta ho utilizzato quella appresa al corso di cucina che fatto qualche anno fa, modificandola a modo mio, ovviamente :) E il risultato, come si vede, c'è stato, magari non eccellente (con le foto sono ancora impedita, ma imparerò!) e la soddisfazione è stata tanta :)
INGREDIENTI
500g pane secco
mezza cipolla
200g speck in due fette da 100g ciascuna
50g grana (ovviamente per chi lo trova sarebbe indicato il trentingrana, ma da me non si trova)
1 uovo
150g latte
farina q.b.
50g olio extravergine
PREPARAZIONE
Ammollare il pane nel latte, allungato con un po' di acqua, fino a ricoprirlo completamente. Intanto sul fuoco far soffriggere la cipolla nell'olio e aggiungervi lo speck. Far rosolare e spegnere. Strizzare il pane e sbriciolarlo in una ciotola, aggiungervi l'uovo, il grana, lo speck con l'olio e la cipolla e infine la farina,. quanto basta affinché si abbia un composto abbastanza compatto. Formare delle palline (le dimensioni sceglietele a seconda dei vostri gusti; ad esempio a me piacciono più grossicelle, proprio come le servono in Alto Adige, mentre mia madre li ha preferiti più piccini) e fare la prova cottura, ossia provare a cuocerle in una pentola con acqua bollente per verificare se il composto resta compatto. Qualora lo sia, cuocerli direttamente nel brodo, altrimenti compattarli con ancora un po' di farina.
Servire spolverati di grana ed, eventualmente, di erba cipollina.
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sabato 18 febbraio 2012
Torta nutellotta.. e San Valentino
Scusate la latitanza di questi giorni frenetici. E' cominciato per me il periodo di esami e si concluderà direttamente tra un mese. Trovo ora un attimo di relax per scrivere, spinta non solo dalla voglia di rimandare lo studio di statistica, che sarà, ma io non riesco a capirne nulla, ma soprattutto spinta dalla voglia di raccontarvi il mio meraviglioso San Valentino. Diciamo innanzitutto che non tutto è andato secondo i piani prefissati da me. Volevo fare una sorpresa al mio fidanzato: lavoriamo insieme, solo che lui arriva in ufficio sempre più tardi rispetto a me e questo mi ha permesso di fargli sparire tutto dalla scrivania e dal desktop del pc e di mettervi un cuoricino fatto con candele, e sul desktop un bel cuoricione con tanto di poesia di Neruda di fianco. Imbranata come sono non vi dico quanto tempo ci ho messo, soprattutto a cercare di adattare lo sfondo desktop allo schermo: il cuore prima mi veniva grosso come un sommergibile, la poesia tagliata che non ve ne dico.. Insomma ci perdo due ore. Ma felice, felice me ne torno a lavoro, con un sorriso che mi parte da un orecchio e mi termina esattamente all'altro orecchio. E non vi dico quante me ne sono sentite dire :) "Eh, tien' 'o core dint'o zucchero!" "Guardala come sta con la testa tra le nuvole" :)
Il tutto finché non mi chiama il mio Amore e mi dice che non sarebbe venuto in ufficio: "More che ne dici se ci vediamo direttamente oggi a casa tua? Non ce la faccio stamattina a venire in ufficio" Che ne dico? "No, non puoi.. .. Mi manchi tanto more *.* Vieni dai, che ci vediamo prima.. *.*". Ovviamente il tutto contornato dagli sghignazzamenti delle ragazze a lavoro (compresa anche la mamma del mio fidanzato) -.- Io che tentavo di convincerlo con tutte le scuse più improbabili "More il tostapane è venuto in ufficio apposta per te.. Vuole tanto farti i toast..", ma niente da fare. Non si convince.. E via allora a pensare al piano B: ricostruirò tutto a casa. E partono tutta una serie di messaggi e telefonate da stalker "More, che fai?" "More, che stai combinando?" Il tutto a distanza di 5 minuti l'uno dall'altro. Insomma, per non portarvela a lungo, si fa l'orario di tornare a casa (in tutto ciò una mia collega mi aveva già detto che a lei piaceva il regalo che lui mi ha fatto.. e io non sapevo che lui mi avesse fatto un regalo, quindi immaginate da stalker che cosa posso essere diventata. Nel tragitto verso casa pensavo a come fare per evitare di trovarlo a casa prima di me. Ho pensato addirittura di chiamare il suo migliore amico e di farlo intrattenere a telefono per non farlo uscire di casa... ma nulla). Arrivo a casa e che trovo... Un pacco con una sua lettera sul tavolo. Presa dalla fretta corro verso il corridoio ripropondendomi di leggere e aprire il regalo appena finisco tutta la preparazione, m chi mi ritrovo accanto ai cappotti? LUI!!! Il mio Amore. E siccome al piano C non avevo pensato, improvviso. Comincio con il leggere le sue parole.. Dolcissime.. E non vi dico i lacrimoni.. E apro il pacco.. Indovinate nascosto sotto petali di rose profumati che cosa ci trovo? Il fantastico libro "Dolce" della Maison Ladureé *.* L'avevo corteggiato per mesi.. Mi ha chiesto se mi è piaciuto.. Se mi è piaciuto??
Mi è P-I-A-C-I-U-T-I-S-S-I-M-O!!! E intanto che io preparavo la sua sorpresa, non più tanto sorpresa per San Valentino, ho potuto appurare che il libro l'ha gradito anche lui.. Mi ha già ordinato dei dolcetti.. :)
Insomma un San Valentino che non è andato secondo le previsioni, ma che è stato ancora più bello e spettacolare di quello che si prospettava già di essere e di questo devo ringraziare solo lo specialissimo uomo che ho al mio fianco :)
Ma veniamo alla torta. Era da un po' che albergava nel mio pc senza che trovasse collocazione qui. E, ovviamente, in onore del mio Amore che ne è golosissimo (e che purtroppo, causa esame il 15 febbraio, non gliel'ho potuta preparare per San Valentino) la propongo in questo post. E' una torta molto famosa a Napoli, della pasticceria Bellavia e la ricetta l'ho scovata su internet. L'ho fatta due tre volte cercando di migliorarla tutte le volte e tutte le volte, ovviamente, l'ho sottoposta al mio giudice preferito (sempre il mio Amore) che l'ultima volta che l'ho preparata ha detto "Ok, adesso è promossa a pieni voti!" E quindi eccola qui.
INGREDIENTI per 8-10 persone
Per la base
250g cioccolata fondente
100g latte
100g burro
130g farina
70g fecola
100g zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
1 bustina di lievito
4 uova
Per la farcia e per la copertura
400g nutella
250g mascarpone
gocce di cioccolato o trucioli
PREPARAZIONE
Sciogliere il cioccolato con il latte e il burro e far raffreddare. Da parte setacciare le farine, il bicarbonato, lo zucchero, il sale e il lievito. Montare a neve ferma gli albumi con un pizzico di sale e un cucchiaino di acqua fredda. A parte sbattere i tuorli con un cucchiaino di acqua fredda e aggiungerlo al cioccolato freddo. Unire gli ingredienti secchi e infine gli albumi. Versare in uno stampo di 24 cm di diametro e infornare a 180°C per 45minuti (nel forno deve esserci una pentolina con acqua). Una volta cotta farla raffreddare. Intanto a parte mescolare mascarpone e nutella tiepida. Tagliare a metà la torta, bagnarla con del latte (al mio fidanzato piace molto umida, quindi ne ho usato un bel po') e farcirla circa 1/3 della crema. Ricoprirla con la restante crema e le codette di cioccolato. Conservarla in frigo fino al momento di servire
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venerdì 10 febbraio 2012
Spatzln, ovvero lo gnocchetto del SudTirolo.. e anche oltre
Avete presente quegli aggeggini che vi osservano dalla dispensa, che si chiamano utensili, ma dal momento che sono letteralmente appesi a un chiodo, tanto utensili non si sentono più? Beh è quello che è capitato al mio aggeggino forma spatzln (che come si chiamerà non lo so nemmeno, per me al max assume il nome di ambaradan). Era lì da oltre due anni, ricco e ambito bottino di uno dei miei viaggi, che mi osservava con un enorme punto interrogativo che gli pendeva dai suoi fori enormi. Un bel po' di anni passati a chiedersi se il suo destino era quello di rimanere un suppellettile decorativo in cucina e magari morire di ruggine più che di usura; un bel po' di anni passati a chiedersi se era capitato nella cucina di una foodblogger o di una pazza affetta da shopping compulsivo. E intanto mi osservava, sconsolato, proporre in tavola tutti i tipi di gnocchi possibili e immaginabili, compreso un abbinamento di taleggio e liquirizia, ma lui nulla, ancora lì inutilizzato. Lui ancora non sa che con i primi piatti Sudtirolesi ho un conto aperto, con i canederli, in particolare, che mi si sono miseramente aperti nel brodo, con tanto di crollo di tutti i miei sogni di gloria e conquista delle lande nordiche. E da allora ho letteralmente abbandonato l'idea di preparare qualsiasi cosa avesse a che fare con l'Alto Adige, terrorizzata al solo pensiero di una nuova disfatta (non è facile sopravvivere ad uno sgretolamento di polpetta in brodo). Ma poi la voglia di queste polpettine è stata più forte della paura e quindi subito mi sono armata a rifarle, con un risultato soddisfacente :)
INGREDIENTI
Per gli spatzln:
250g farina
150g spinaci surgelati
sale, pepe e noce moscata
4 uova
Per il sugo
150g panna
150g latte
20g burro
1 cucchiaino di farina
1/2 cipolla a dadini
sale e noce moscata
100g prosciutto cotto
4 cucchiai di parmigiano grattuggiato
PREPARAZIONE
Lessare gli spinaci, lasciarli raffreddare, strizzarli e frullarli con le uova nel mixer. Setacciare in una ciotola la farina e unire gli spinaci, il sale, il pepe e la noce moscata. Mescolare il tutto con un cucchiaio da cucina fino a ottenere una pastella. Far riposare 15 minuti. Intanto far appassire nel burro la cipolla, aggiungere la farina, mescolando, il latte e la panna (volendo latte e panna possono sostituirsi con 300g di panna). Far cuocere 5 minuti e regolare di sale e noce moscata. Spegnere il fuoco e unire il prosciutto cotto tagliato a listarelle e lasciare in caldo. In una pentola portare a ebollizione l'acqua e con l'apposito attrezzo formare gli spatzln lasciandoli cadere nella pentola. Levarli appena vengono a galla e versarli nella padella col condimento. spolverizzare con parmigiano e servire.
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sabato 4 febbraio 2012
Polpette di zucchine
Uno dei miei obiettivi quando sperimento è quello di far aprire gli orizzonti culinari a chi molte cose non le mangia a priori. Chissà di chi parlo, eh amore? Ebbene sì. Adoro fargli assaggiare cose nuove, piattini semplici, che non richiedano molto tempo, ma che possano ingolosirlo e incuriosirlo. Queste polpettine, ad esempio, assolutamente vegetariane, le ho scovate nel sito di Sonia "Giallo zafferano" (chi non lo conosce?) e subito mi hanno attirata. Sarà che adoro le verdure, sarà che adoro tutto ciò che posso mangiare con le mani (lo trovo sfiziosissimo), sarà che avevo anche delle zucchine in frigo che imploravano di dare un senso alla loro sosta in frigo, sarà che avevo il mio amore a cena a casa (quale occasione migliore?), ma ecco che in quattro e quattr'otto mi cimento a prepararle. Sono velocissime e ottime sia per un secondo piatto, sia per un buffet finger food, sia per uno sfizioso antipasto. La ricetta diceva che dalle dosi scritte avrei ricavato 30 polpettine, ma io da buona napoletana, più che polpettine ho fatto polpette belle cicciose e grandicelle, così me ne sono uscite solo 12, ma sicuramente per un antipasto finger food si possono tranquillamente ridurre le dimensioni.
INGREDIENTI per 30 polpettine (ricetta presa dal sito "Giallo zafferano")
4 zucchine grosse
100g ricotta
1 uovo
parmigiano (io ho aggiunto anche del pecorino)
4 cucchiai di pangrattato
sale e pepe
menta
PREPARAZIONE
Grattugiare le zucchine con una grattugia a fori medi e metterle in uno scolapasta o in un colino dopo averle salate, con un piatto su e un peso, in modo da fargli cacciare dell'acqua e lasciatele così per mezz'ora. Passato questo tempo, strizzarle e metterle in una ciotola con la ricotta, l'uovo, il parmigiano, sale, pepe, menta e pangrattato. Mescolare il tutto e formare delle palline schiacciate che passerete in un po' di farina. Friggerle oppure, come ho fatto io, passarle in forno finché non saranno dorate
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mercoledì 1 febbraio 2012
Minestra di orzo e carciofi
Non so voi, ma io mi sto letteralmente congelando. Sono diventata una sorta di appendiabiti, tante sono le maglie che mi rivestono.. Una sorta di millefoglie umana. E nonostante i miei quattro maglioni, la borsa di acqua calda e tanto di plaid ancora non riesco a trovare pace. Sarà l'immobilità da studio, ma proprio non mi circola sangue quasi.. E' tutto congelato! Santa la mia mamma quando mi è venuta a dire: "Che ne dici, oggi zuppa?" Al che le mie antennine si sono subito attivate.. Salvo poi avere il crollo inesorabile quando mi ha proposto di fare la stessa zuppa, per carità, buona, ma fatta-e-rifatta-cotta-e-stracotta.. Ma dico io: sai che ho un blog di cucina, sai che mi piace cucinare e sperimentare e come dici tu "inguacchiare", mi puoi mai venire a proporre di rifare la stessa zuppa???? NO! La risposta esatta è NO! Menomale che la prima cosa che ho fatto è stata di fiondarmi in frigo per vedere che cosa proponesse la casa ed ecco che ti adocchio quei bei carciofetti, cicciotti, cicciotti. Una bella patata c'è, la panna e l'orzo pure.. Ergo, la ricettina vista giorni fa sul mio ricettario "Le zuppe" dello Slow Food Editore la posso proporre tranquillamente. Un'oretta circa ed era pronta, calda, fumante e gustosa.
INGREDIENTI per 3 persone
2 carciofi
200g patate
150g orzo (la ricetta prevedeva per 6 persone 100g di orzo, ma qua la fame è tanta XD)
1 cipolla (era previsto un porro, ma non avendolo l'ho sostituito con la cipolla)
brodo vegetale
1 cucchiaio di panna
olio, sale e pepe
prezzemolo (che non ho messo, perché non lo amo particolarmente)
PREPARAZIONE
Tagliare le patate a cubetti e i carciofi a julienne. Intanto in una pentola far soffriggere la cipolla nell'olio, aggiungere patate e carciofi e bagnare con 750g brodo. Portare a bollore e far cuocere per circa 30 minuti. Unire l'orzo perlato e lasciare cuocere, aggiungendo, se serve, dell'altro brodo. A fine cottura aggiungere la panna, regolare di sale e pepe e servire con un filo di olio extravergine e una spolverata di grana padano.
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