Fa caldo. Il caldo mi piace, ma mi mette fuori uso. Il sole mi piace. Mi mette allegria e voglia di fare. Ma il caldo sfiacca e il massimo a cui mi dedico in questi giorni è leggere. D'estate, più che d'inverno, divoro libri. Storie intriganti, storie leggere, storie di mondi lontani o di fatti che sono molto diversi da quella realtà che vivo tutti i giorni. Amori che nascono, amori che finiscono, anche se non sono molto donna da libri rosa. Avventure, storie di famiglie e del destino dei loro figli. E sogno tanto, altroché se sogno. Sogno un piccolo posto tutto mio, dove fare quello che mi piace. Sogno di essere io quel personaggio; immagino come mi muoverei, cosa farei, come mi vestirei. Mi darei un volto, non il mio, un volto diverso dal mio, che nella realtà conosco bene, ma che nei miei sogni è sempre diverso, come diversi sono i mondi che abito, le esperienze che ho, le persone che incontro.
Adoro leggere, l'ho sempre adorata, sin da piccola, quando leggevo il mio libro preferito e facevo il tifo per quel povero bambino gitano che doveva fuggire da un campo di concentramento. Adoravo Polissena, Diana, che non capiva il suo commendatore. Poi sono cresciuta. Da adolescente ho letto di Focault, Pirandello, Wilde, sottolineando con matita tutte le parole che mi colpivano, le frasi che avrei portato sempre con me. Quelle frasi che colpiscono la mente di un'adolescente in lotta contro il mondo, a metà tra l'età adulta e l'essere ancora dei bambini, come lo sono tutti gli adolescenti. Un'età difficile, ma fantastica.
Poi scopri il mondo: scopri come gira, scopri che le favole che leggevi da piccola non sempre coincidono con la realtà. Scopri che non c'è un lieto fine, non sempre almeno. E allora ti rifugi in altre storie, in altri mondi, dove se anche il lieto fine tarda tu, da fuori, dal tuo mondo, ti senti protetta. Non è il tuo mondo, non è la tua vita: tu lo speri sempre il tuo vissero felici e contenti.. E sai, in cuor tuo, che comincia negli occhi di chi ti ama, nel sorriso di chi ti è accanto giorno e notte, nell'abbraccio di chi ti ha messo al mondo e continua ad amarti, di chi donerebbe volentieri un suo braccio pur di vederti sorridere, pur di donarti la luna e tutto ciò che hai sempre desiderato.
Questi pancakes arrivano dritti dritti dal mio nuovo libro acquistato, "La pasta madre", un libro ricco di spunti interessanti e con una bella sezione dedicata al lievito madre, a come mantenerlo e come correggerlo. Quando li ho visti, non ho saputo resistere: dovevo farli. Inoltre non dovendo accendere il forno, che di questo periodo è come autoinfliggersi delle punizioni corporali, capirete bene che non potevo non provarli. Li avevo già provati, ma il fatto che ci fosse l'aggiunta del lievito madre mi ha incuriosita non poco. Per cui, armata del mio Alfonso, ho dato il via alla preparazione. Vi riporto gli ingredienti così come sono segnati sul libro, poi in fondo vi scrivo le mie note.
INGREDIENTI (ricetta tratta da "La pasta madre" di Antonella Scialdone)
120g farina 00
225g latte intero fresco
50g pasta madre rinfrescata
1 uovo medio (60g)
25g zucchero
3g sale
30g burro
sciroppo d'acero per guarnire
PREPARAZIONE
La sera prima mettere la pasta madre in una terrina, aggiungere il latte tiepido e sciogliere il tutto con una forchetta o con la mano, finché non sarà liquido. Aggiungere l'uovo sbattuto, la farina, lo zucchero, il sale e mescolare. Sbattere fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea e aggiungere il burro a piccoli pezzetti. Continuare a sbattere per qualche minuto e coprire la ciotola con pellicola di alluminio ben chiusa e trasferire in frigo per 10-12 ore.
Il mattino dopo prelevare la ciotola dal frigo. Intanto riscaldare un padellino leggermente unto con del burro e versare il composto a cucchiaiate (quante dipende da quanto li volete alti: 3 cucchiaiate o 4-5 per pancakes più alti. Tenete conto anche delle dimensioni del padellino), cuocere a fiamma bassa su entrambi i lati. Servire caldi con lo sciroppo d'acero e volendo anche con frutta fresca e panna.
NOTE
- Partiamo dall'impasto. Mi aspettavo una pastella simile a quella delle crepes, considerando al quantità di liquidi e quella di farina. Non ho ottenuto una pastella liscia, bensì una pastella abbastanza densa. Io credo sia dovuto al fatto che il mio lievito madre lo rinfresco con una percentuale di acqua del 40% sul totale del peso del lievito, per cui è molto più asciutto del suo lievito idratato al 50%. In questo caso, quindi, credo che aumentando di poco la quantità di liquidi nell'impasto si otterrà una pastella più densa.
- La ricetta è per fare 10 pancakes in un padellino di 14 cm. Io non ne ero fornita ed ho quindi utilizzato un padellino leggermente più grande e il numero di pancakes si è dimezzato, non riuscendo ad ottenere di belli alti come quelli della volta scorsa. Ragion per cui vi dicevo di fare riferimento ai vostri gusti e ai vostri mezzi a disposizione ;)
