mercoledì 19 giugno 2013

Pancakes con lievito madre


Fa caldo. Il caldo mi piace, ma mi mette fuori uso. Il sole mi piace. Mi mette allegria e voglia di fare. Ma il caldo sfiacca e il massimo a cui mi dedico in questi giorni è leggere. D'estate, più che d'inverno, divoro libri. Storie intriganti, storie leggere, storie di mondi lontani o di fatti che sono molto diversi da quella realtà che vivo tutti i giorni. Amori che nascono, amori che finiscono, anche se non sono molto donna da libri rosa. Avventure, storie di famiglie e del destino dei loro figli. E sogno tanto, altroché se sogno. Sogno un piccolo posto tutto mio, dove fare quello che mi piace. Sogno di essere io quel personaggio; immagino come mi muoverei, cosa farei, come mi vestirei. Mi darei un volto, non il mio, un volto diverso dal mio, che nella realtà conosco bene, ma che nei miei sogni è sempre diverso, come diversi sono i mondi che abito, le esperienze che ho, le persone che incontro.
Adoro leggere, l'ho sempre adorata, sin da piccola, quando leggevo il mio libro preferito e facevo il tifo per quel povero bambino gitano che doveva fuggire da un campo di concentramento. Adoravo Polissena, Diana, che non capiva il suo commendatore. Poi sono cresciuta. Da adolescente ho letto di Focault, Pirandello, Wilde, sottolineando con matita tutte le parole che mi colpivano, le frasi che avrei portato sempre con me. Quelle frasi che colpiscono la mente di un'adolescente in lotta contro il mondo, a metà tra l'età adulta e l'essere ancora dei bambini, come lo sono tutti gli adolescenti. Un'età difficile, ma fantastica.
Poi scopri il mondo: scopri come gira, scopri che le favole che leggevi da piccola non sempre coincidono con la realtà. Scopri che non c'è un lieto fine, non sempre almeno. E allora ti rifugi in altre storie, in altri mondi, dove se anche il lieto fine tarda tu, da fuori, dal tuo mondo, ti senti protetta. Non è il tuo mondo, non è la tua vita: tu lo speri sempre il tuo vissero felici e contenti.. E sai, in cuor tuo, che comincia negli occhi di chi ti ama, nel sorriso di chi ti è accanto giorno e notte, nell'abbraccio di chi ti ha messo al mondo e continua ad amarti, di chi donerebbe volentieri un suo braccio pur di vederti sorridere, pur di donarti la luna e tutto ciò che hai sempre desiderato.


Questi pancakes arrivano dritti dritti dal mio nuovo libro acquistato, "La pasta madre", un libro ricco di spunti interessanti e con una bella sezione dedicata al lievito madre, a come mantenerlo e come correggerlo. Quando li ho visti, non ho saputo resistere: dovevo farli. Inoltre non dovendo accendere il forno, che di questo periodo è come autoinfliggersi delle punizioni corporali, capirete bene che non potevo non provarli. Li avevo già provati, ma il fatto che ci fosse l'aggiunta del lievito madre mi ha incuriosita non poco. Per cui, armata del mio Alfonso, ho dato il via alla preparazione. Vi riporto gli ingredienti così come sono segnati sul libro, poi in fondo vi scrivo le mie note.

INGREDIENTI (ricetta tratta da "La pasta madre" di Antonella Scialdone)
120g farina 00
225g latte intero fresco
50g pasta madre rinfrescata
1 uovo medio (60g)
25g zucchero
3g sale
30g burro
sciroppo d'acero per guarnire

PREPARAZIONE 
La sera prima mettere la pasta madre in una terrina, aggiungere il latte tiepido e sciogliere il tutto con una forchetta o con la mano, finché non sarà liquido. Aggiungere l'uovo sbattuto, la farina, lo zucchero, il sale e mescolare. Sbattere fino ad ottenere una pastella liscia ed omogenea e aggiungere il burro a piccoli pezzetti. Continuare a sbattere per qualche minuto e coprire la ciotola con pellicola di alluminio ben chiusa e trasferire in frigo per 10-12 ore.
Il mattino dopo prelevare la ciotola dal frigo. Intanto riscaldare un padellino leggermente unto con del burro e versare il composto a cucchiaiate (quante dipende da quanto li volete alti: 3 cucchiaiate o 4-5 per pancakes più alti. Tenete conto anche delle dimensioni del padellino), cuocere a fiamma bassa su entrambi i lati. Servire caldi con lo sciroppo d'acero e volendo anche con frutta fresca e panna.


NOTE

  • Partiamo dall'impasto. Mi aspettavo una pastella simile a quella delle crepes, considerando al quantità di liquidi e quella di farina. Non ho ottenuto una pastella liscia, bensì una pastella abbastanza densa. Io credo sia dovuto al fatto che il mio lievito madre lo rinfresco con una percentuale di acqua del 40% sul totale del peso del lievito, per cui è molto più asciutto del suo lievito idratato al 50%. In questo caso, quindi, credo che aumentando di poco la quantità di liquidi nell'impasto si otterrà una pastella più densa. 
  • La ricetta è per fare 10 pancakes in un padellino di 14 cm. Io non ne ero fornita ed ho quindi utilizzato un padellino leggermente più grande e il numero di pancakes si è dimezzato, non riuscendo ad ottenere di belli alti come quelli della volta scorsa. Ragion per cui vi dicevo di fare riferimento ai vostri gusti e ai vostri mezzi a disposizione ;)

lunedì 10 giugno 2013

La porti un bacione a Firenze..


Vi avevo già detto che avrei passato qualche giorno a Firenze, regalo di laurea e motivo per allontanarci un po' da tutto per qualche giorno in occasione del nostro secondo anniversario :) E siamo riusciti in pieno nel nostro intento: abbiamo trascorso tre giorni a respirare l'arte che è in ogni luogo di questa città. Gli Uffizi, la Galleria dell'Accademia.. Ma non voglio parlare io: lascerò parlare, come sempre, le immagini ;)

Il Nettuno

La Loggia dei Lanzi



Piazza della Signoria


Il Duomo e il Campanile di Giotto










Dagli Uffizi..



Chiesa di Santa Maria Novella e il Crocifisso di Giotto


Grotta del Buon Talenti nel Giardino di Boboli









Tre giorni fantastici, tra arte e sapori. E a proposito di sapori, se vi trovate a Firenze mi sento di consigliarvi due posti in cui mangiare davvero bene.

(tomino caldo con aceto di miele aromatizzato ai fichi.. mangiato al Cacio Vino e Trallalà)

Il primo si chiama Cacio Vino e Trallalà: i proprietari sono simpaticissimi e si mangia davvero molto bene. Noi ci siamo stati ben due volte e ci hanno accompagnato con tanta passione alla scoperta dei prodotti locali a Km 0. E tra una degustazione di formaggi (se c'è, hanno un erborinato blu ai mirtilli che è spettacolare) e di salumi di cinta senese, un calice di vino e quattro chiacchiere, la serata va via che è un piacere :) Tra l'altro se amate i luoghi tranquilli, con pochi tavoli (questo ne ha 4, e in tutto può accogliere massimo 8 persone, capirete anche quanto ti stiano dietro e ti dedichino tempo.. e a me questa cosa piace moltissimo. Sembrava quasi di essere a casa) e un ambiente country shabby è il posto che fa per voi ;) In sede vendono anche alcuni prodotti (io ho comprato una birra spalmabile buonissima, che può accompagnare i salumi e i formaggi.. Ma credo che spalmata su una fetta di pane pure ci stia bene ;)

Cacio Vino e Trallalà
Borgo SS. Apostoli 29R
50123 - Firenze (FI)


Il secondo posto ce lo hanno consigliato proprio i proprietari di Cacio Vino e Trallalà: cercavamo un luogo dove mangiare una buona fiorentina (ovviamente) e ci hanno consigliato il Tuscany Bistrot, dove si mangia una buona fiorentina spendendo il giusto. Anche qui l'ambiente è molto rustico e i proprietari sono davvero gentilissimi. Hanno un enu stampato su carta riciclata che si apre come una pergamena e varie offerte di menù, tutte comprendenti la bistecca fiorentina.

Tuscany Bistrot
Borgo San Frediano 72R
Firenze (FI)

Insomma, avrete capito che ho passato tre giorni da favola. La favola che ogni giorno mi fa vivere il mio Amore <3 p="">
E di ritorno da questo viaggio ho scoperto di essere la vincitrice di The recipe-tionist di Giugno e di questo ringrazio tantissimo Loredana e EliFla :) E a voi do il benvenuto nella mia cucina :D

mercoledì 5 giugno 2013

Old fashioned english muffin

 

Il momento della giornata che adoro è la colazione. E' un dato di fatto e a casa mia si sa, sanno che per me è sacra, che è il momento in cui mi dedico un po' di tempo, in cui mi concedo il lusso di rilassarmi. Non la sera, dopo cena, quando sono troppo stanca e non vedo l'ora di andare a letto; non durante il pomeriggio, sempre troppo occupato. La mattina, appena sveglia, quando ancora silenziosa mi dirigo dal letto alla cucina alla ricerca della mia tazzina per riempirla di caffè, da bere rannicchiata sul divano. La mattina, quando qualsiasi parola disturba il mio momento intimo, personale. E' inevitabile quindi che io adori il momento della colazione. Ci dedico sempre, almeno mezzora. E ogni volta che trovo qualche ricetta interessante da accompagnare al mio yogurt sono subito lì a segnarla. Se poi ho a disposizione qualche marmellata particolare o meglio ancora qualche marmellata fatta da me, la ricerca prende una sola direzione: qualcosa che diventi una bella base, morbida e profumata su cui spalmarla. Va da sé che quando ho visto questi muffin non ho potuto resistere: dovevo rifarli! E in occasione dello Starbooks Redone, ve li propongo.

Vi ho detto che nella mia cucina è cominciata la convivenza con Alfonso, il mio lievito madre, e tutti lo osserviamo meravigliati (ormai ho contagiato tutti) e da quando c'è lui mi è partita la fissa per i lievitati, che siano dolci o salati non importa. Capirete quindi che questa ricetta aveva un motivo in più per essere provata :)
La ricetta proviene dal libro di Lorraine Pascal, Home cooking made easy, recensito questo mese. I risultati sono stati quasi tutti soddisfacenti e questi muffin velocissimi da fare, s sono rivelati buonissimi e anche velocissimi a sparire ;)


INGREDIENTI per circa 14 muffin del diametro di 7.5cm (ricetta presa qui)
575g farina 0 (io, come Alessandra, ho diviso in 300g di farina, ma 00, e 275g di manitoba)
1 bustina di lievito di birra secco
2 cucchiaini di zucchero di canna (io ho utilizzato quello semolato, perché non avevo il light brown sugar)
1 cucchiaino di sale
150g acqua tiepida
175g latte a temperatura ambiente(la quantità è indicativamente compresa tra 175g e 225g: a me sono bastati i 175g)

PREPARAZIONE.
Setacciare le due farine con lo zucchero, disporle su un piano di lavoro e formare una fontana. Spolverizzare il sale su un solo lato della farina della fontana e fate attenzione ad aggiungere quel lato per ultimo all'impasto, altrimenti rischiate che lieviti più lentamente o, peggio, che non lieviti affatto. Al centro della fontana, sciogliere il lievito di birra nell'acqua tiepida. Aggiungere il latte a filo e mano, mano mescolare prima con un cucchiaio di legno, incorporando la farina, e poi a mano. Formare una palla con l'impasto e mettere a lievitare per circa un'ora o fino al raddoppio.
Quando sarà raddoppiato, stendere l'impasto, allo spessore di 1,5-2 cm, su un piano di lavoro infarinato. Con un coppapasta ricavare dei dischetti. Scaldare una padella ampia su fuoco medio, cuocere quattro minuti per lato i dischetti di muffin. Controllate i lati dei vostri muffin: se dopo la cottura in padella ancora non sono cotti, allora proseguite la cottura ancora per qualche minuto in padella, se non si è colorata troppo la base, o in forno, per altri 5-8 minuti. Lasciare raffreddare e servire.
Io li ho provati sia con la mia marmellata di fragole e cardamomo, sia con la Nutella.. Buonissimi :D

Con questa ricetta finalmente riesco a partecipare allo Starbooks Redone :D


E mentre voi leggerete questo post, io sarò in quel di Firenze per qualche giorno, con il mio Amore, per festeggiare laurea e anniversario :D

A prestooooo




sabato 1 giugno 2013

Marmellata di fragole e cardamomo


Do il nome a tutto. E' un'abitudine che ho da quando ero piccola. Prima erano i peluche: avevo Ghina, una tartaruga che mio padre regalò a mia madre quando ancora erano fidanzati, passata poi nelle mie mani, come fedele compagna di giochi, vacanze e dormite. Poi è arrivata/o Zuppetta, uno scoiattolino di sesso indefinito, una specie di angelo, arrivato in un momento particolare per me e dal quel momento è stato/a con me in tutti i momenti, belli e brutti, durante gli esami, durante le due sedute di laurea, durante spettacoli e viaggi. Nei suoi poco meno di dieci anni di convivenza ha fatto più viaggi di quanti ne abbia fatti io in 27 anni. A farle compagnia, dopo sette anni, è arrivata Palla Pituff, e poi Scrath, e Alice, e Stitch.. Ma la mania di dare nome alle cose non è mai passata. Spesso creo neologismi per indicare cose che un nome loro già lo hanno. Spesso i nomi li do ad esseri viventi che di solito hanno un nome che li classifica nelle cose, negli oggetti. E così hanno avuto un nome le mie piante aromatiche: il timo, rinominato Mr. T. (che fa molto Tarantino), il mirto, rinominato Mirtillo, il timo limonato, Limo e Aristotele, il mio basilico greco. E ci parlo. Se Zuppetta conosce tutti i miei segreti e le mie aspirazioni, le mie piante aromatiche stanno cominciando a conoscermi in cucina. Da poco ho un nuovo esserino, anzi un nuovo insieme di esserini in casa, un lievito madre, donatami dalla pazientissima Patrizia, che ho scoperto abitare proprio vicinissima a me. E anche lui, come tutti gli altri ha avuto un nome, Alfonso. In questi giorni lo sto rinfrescando, ci parlo, cantiamo insieme anche, o meglio io canto e lui ascolta, paziente, mentre io lo ossigeno e lo innaffio e lo impasto, ripetendomi come un mantra "Impasto duro, risultato sicuro", il motto che Patrizia mi ha invitato a fare mio e io non ci ho pensato su due volte a farlo. Ed ora è lì, esuberante ed entusiasta, che attende di essere utilizzato per fare per la prima volta un pane, che a differenza del vecchio tentativo, possa finalmente soddisfarmi.


Intanto che non sto più nella pelle per provare le fantasticherie che sono sicura tireremo fuori insieme, voglio postarvi questa marmellata, preparata qualche giorno fa, con l'ingrediente del "Non lasciamoli in dispensa" di Maggio, il cardamomo. Non ha avuto molta fortuna questa raccolta, per cui sto ancora decidendone il destino. Per ora, intanto, dichiaro chiuso il secondo mese, poi vedremo il destino che avrà ;)

INGREDIENTI per 1 barattolo 
500g fragole fresche
5 bacche di cardamomo
1 limone
300g zucchero

PREPARAZIONE
Lavare le fragole delicatamente, eliminare il picciolo e tagliarle a pezzetti, regolandovi sulle dimensioni in base a come volete la marmellata: se preferite che ci siano pezzetti nella marmellata che si sentono al palato, allora i pezzi devono essere grossi; se preferite una marmellata più liscia, tagliate le fragole a pezzetti piccoli). In un mortaio aprire le bacche di cardamomo e pestare i semini finemente. In una ciotola mettere a macerare le fragole con lo zucchero, i semi di cardamomo tritati, la scorza e il succo del limone. Lasciate macerare per un'intera notte. Al mattino, porre il composto di fragole in una pentola e far cuocere a fuoco lento finché avrà raggiunto la consistenza desiderata (verificatela versando una goccia di marmellata su un piatto e metterlo in verticale: se la goccia scende lentamente la marmellata è pronta, altrimenti proseguite con la cottura). Intanto sterilizzate il vasetto. Io di solito lo faccio lavando bene il vasetto e mettendolo in forno per 30 minuti circa 200°C. Quando la marmellata sarà pronta, versarla nel vasetto, chiudere ermeticamente con il tappo (fatto bollire per 30 minuti circa in una pentola piena d'acqua), capovolgere e lasciare raffreddare. Quando sarà fredda, riporre in luogo fresco. Si mantiene per un anno circa.. Se non la finite prima ;)


mercoledì 29 maggio 2013

Torta Ciak per il compleanno del mio Amore


Comincio col chiedervi scusa della qualità delle foto che vedrete, ma sapete, quel giorno andavo un po' di fretta :) Questa torta è stata piacevole da preparare, anche se un vero e proprio "parto"!!Tra formine di polistirolo non trovato, mud cake al cioccolato bianco miseramente non cresciuta in forno, poco tempo a disposizione, è stata davvero dura mantenere i nervi saldi per più di due minuti consecutivi. Ma tutto l'impegno che ha richiesto la torta è stato ampiamente ripagato dagli occhi del mio amore, letteralmente meravigliati alla vista del piccolo regalo che gli avevo portato, con tanto di ciak quanto più simile all'originale possibile e con unica nota poco reale l'inversione dei ruoli: lui l'attore e io la regista.. Eh beh, ogni tanto se po fa ;)


La base l'ho sostituita: non più mudcake al cioccolato bianco, ma una torta paradiso. Eccone la ricetta

TORTA PARADISO (ricetta presa qui)
INGREDIENTI per uno stampo di 26cm
300g fecola di patate (io ho utilizzato la farina 00)
300g zucchero a velo (io ne ho utilizzati 250g)
200g burro
6 uova
una bustina di lievito
1 pizzico di sale

PREPARAZIONE
Montare a lungo le uova con lo zucchero e il sale, fino ad ottenere una massa spumosa e bianca. Unire il burro tagliato a pezzetti e, infine, la farina setacciata col lievito. Mescolare bene il tutto e infornare a 160°C per 20 minuti e a 180°C per altri 10 minuti, o fin quando alla prova stecchino non risulterà asciutto.
Sfornare, lasciare raffreddare per un po' e sformarlo.

Ho preparato due impasti che ho farcito con una crema di mascarpone nutella e wafer sbriciolati. Una vera bontà graditissima al mio Amore che, come sapete è cioccodipendente, soprattutto nutella-dipendente ;)
Al momento non ho bagnato la torta, ma avendola tenuta in frigo si è un po' asciugata, per cui suggerirei di farlo, leggermente perché altrimenti si spatascia tutta la torta e diventa difficile ottenere una decorazione di zucchero liscia ;)


Questa è la foto dell'ultima fetta superstite.

 Non capite che soddisfazione vedere il mio Amore esclamare di gioia e sorridere solo al pensiero della sua torta, come un bambino che riceve in regalo quello che ha sempre desiderato :D

Grazie Amore mio :D
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