lunedì 20 ottobre 2014

Peperoncini piccanti ripieni


Mi incanto ad osservare le mani.
Mani che lavorano.
Mani che ne stringono altre, dolcemente, per accompagnarle nei sentieri della vita.
Mani che ricordano.
Mani che accarezzano.
Mani che si tendono.
Per raggiungerne altre.
Per tenersi.
Per offrirsi.
Mani che hanno una storia.
Che hanno attraversato gli anni.
Che portano segreti.
Mani che racchiudono ricordi.
In un barattolo di vetro.



Avevo già immaginato che questo ottobre avrei avuto ben poco tempo da passare cucinando. Ne avevo idea, ma non fino a questo punto. Fino al punto cioè che nemmeno la voglia mi viene o se mi viene, arriva nei momenti più impensabili. Mi rimetto in carreggiata, promesso, ma intanto ora vi presento una conserva preparata qualche tempo fa (poco più di un mese) e che ancora non avevo nemmeno fotografato. E' semplicissima e se trovate ancora peperoncini, cimentatevi!

INGREDIENTI
500g peperoncini tondi piccanti
3 scatolette di tonno sott'olio sgocciolato
capperi dissalati
filetti di acciughe sott'olio
olio extravergine d'oliva
aceto di vino bianco

PREPARAZIONE
Lavare i peperoncini. Togliere la calotta e svuotarli dei semini interni (ATTENZIONE! Utilizzate assolutamente dei guanti per questa operazione. Non fate come me, che convinta non facesse nulla, non li ho messi e ho passato una notte a dormire con le mani infilate in bacinelle di acqua fredda!!). Sciacquarli sotto acqua corrente e metterli in una pentola capiente. Coprire con acqua e aceto, nelle stesse quantità e cuocere 5 minuti. Scolarli e lasciarli asciugare, con la parte aperta verso il basso,  su un canovaccio pulito, per circa 3 ore. Intanto preparare il ripieno. Frullare insieme i capperi, il tonno e le acciughe sott'olio per qualche secondo, finché il composto non sarà abbastanza liscio (io ho frullato fin quando il tonno non si è disfatto tutto, ma avevo ancora qualche cappero facilmente riconoscibile :).
Una volta asciutti, riempire i peperoncini con il composto di tonno e disporli in un vasetto di vetro sterilizzato. Ricoprire con olio extravergine d'oliva. In una pentola, portare a bollore abbastanza acqua da ricoprire il barattolo fino al collo. Avvolgere il barattolo in un canovaccio o in un foglio di giornale. Sterilizzare in acqua bollente per circa 15 minuti. Togliere dal fuoco e conservare in luogo buio per circa 30 giorni prima di consumare.


lunedì 6 ottobre 2014

Fichi caramellati


Adoro ricordare, racchiudere i ricordi in una scatola, da riempire di foto, foglie raccolte in un prato, fiori nascosti nelle pagin di un libro, che mi raccontino quei momenti che mi hanno lasciato qualcosa, dentro, che mi hanno cambiata, in qualche modo, che restano lì, silenti, in attesa di essere riportati alla mente. In attesa di farti sorridere.
Ricordi che si confondono, ma sono sempre vividi. Ricordi che ti cullano, nei momenti in cui ne hai veramente bisogno. Ricordi che a volte tirano fuori una lacrima, dolce, nostalgica, ma pur sempre bella. Ricordi che ti sfiorano la mente e che restano lì, fermi, nel cuore.

Adoro racchiudere i sapori in un barattolo. Racchiudere i ricordi di una stagione, che quest'anno è durata troppo poco. Racchiudere i profumi di una stagione che ci regala frutti dolcissimi, come i fichi, che ho racchiuso in altri ricordi, quelli di una terra che per qualche anno mi ha ospitata.
La ricetta è di Sara. La provai già l'anno scorso, ma non ho calibrato bene i tempi di cottura. Ve la ripropongo, adesso.

INGREDIENTI
1.5 kg di fichi verdi
750g di zucchero semolato
1 bicchiere di aceto di vino bianco
3 bicchieri di acqua

PREPARAZIONE
Lavare i fichi, sciacquarli e metterli in una pentola ampia senza sbucciarli. Aggiungere tutti gli altri ingredienti e cuocere finché non si sarà formato uno sciroppo dorato (ci vorrà circa un'oretta). Intanto sterilizzare in forno caldo a 200°C per 5 minuti i barattoli e coperchi. A termine cottura, versare i fichi e il liquido (che nel frattempo sarà diventato denso, ma non preoccupatevi, perché ritornerà liquido) e chiudere. Capovolgere i barattoli per tutta la notte. Conservare al buio e al fresco. Una volta aperti conservare in frigo e consumare in breve tempo.

giovedì 2 ottobre 2014

Seppioline in zimino


Poche parole oggi.. Scrivo, cancello, scrivo, cancello.. Ho tanto da dire.. o forse poco. E nulla riesce ad arrivare alla mia bocca in maniera convincente.
Ho poco da dire.. o forse tanto.
E lo dirò, prima o poi.


I secondi piatti sono una di quelle cose che difficilmente propongo, per due motivi: il primo è che non li so fotografare, il secondo è che non li amo particolarmente, soprattutto quelli a base di carne. In una società in cui la carne la fa da padrona, io istintivamente sono portata più verso un secondo di pesce, spinta da una sorta di odio per quelle fettine rosse e sanguigne. Un po' di tolleranza in più per la carne bianca, ma se di fronte ho un piatto di pesce, non ci penso su due volte: prendo quello!
Di questo piatto me ne sono innamorata tempo fa, quando lo vidi per la prima volta su un numero di ottobre di Sale&Pepe. Lo provai subito e subito lo proposi alle mie pazienti. Ieri sera l'ho ripreparato e finalmente ho avuto anche la possibilità di fotografarlo.. E devo dire che per la prima volta sono soddisfatta delle foto fatte :)

INGREDIENTI per 4 persone
800g seppie (o seppioline) già pulite
5-6 pomodorini
1kg di bietole
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 bicchierino di vino bianco
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla
1 peperoncino
sale

PREPARAZIONE
In una pentola ampia, rosolare nell'olio lo spicchio di aglio e la cipolla, a fiamma bassa. Togliere l'aglio imbiondito e la cipolla, tenendo da parte quest'ultima (questo passaggio l'ho imparato leggendo Cuochi si diventa di Allan Bay, nel quale suggerisce di togliere la cipolla una volta rosolata per impedire che rosolando il resto possa bruciare e lasciare un sapore amaro). Unire le seppioline e cuocere 10 minuti. Trascorso questo tempo, sfumare col vino bianco, aggiungere di nuovo la cipolla, il peperoncino e i pomodorini e cuocere ancora altri 10 minuti. Unire le bietole, cuocere per altri 4-5 minuti, regolare di sale e spegnere. Servire con del pane tostato in forno.



lunedì 29 settembre 2014

Ciambelline alla birra con avanzi di lievito madre


Settembre è volato, senza rendermene nemmeno conto. E' incredibile come l'alternarsi di giorno e notte su di me non sortiscano alcun effetto, se non quello di spaesarmi, rendermi incapace di capire in che giorno siamo, in che settimana.. Nei momenti peggiori dimentico perfino l'anno.
Ed è così che è volato settembre, scandito da scadenze che neanche facevano parte di questo mese.
E' così che è passato, segnando la fine e l'inizio di nuove cose, come un Capodanno un po' in ritardo.
E' passato così, togliendomi e dandomi nuove certezze, nuove cose, nuove idee da portare avanti, nuovi stimoli. Perché quelli si sa, nascono sempre dalle incertezze e spesso sono anche quelli che ti fanno riuscire a realizzare un piccolo sogno.


Il recupero degli avanzi di lievito madre è sempre stato un cruccio per me. Ecco perché quando ho visto da Federica queste ciambelline non ci ho pensato su due volte: dovevo provarle!
Avevo la birra in casa, lo zucchero di canna (che non manca mai), ma mi mancava la farina di farro.. Pazienza: si prova con quella 00, per ora. Tanto non ci metto nulla a procurarne :D

INGREDIENTI per circa 30 ciambelline
170g farina di frumento 00
100g lievito madre non rinfrescato
50ml olio di semi di mais
60ml di birra (una ale, per me)
80g zucchero di canna + altro per la superficie

PREPARAZIONE
Setacciare la farina e formare una fontana. Al centro sciogliervi il lievito madre nella birra, aggiungere lo zucchero e l'olio e mescolare, aggiungendo gradatamente anche la farina. Lavorare fino ad ottenere un impasto morbido (è molto più morbido della classica frolla). Formare una palla e far riposare per almeno mezzora (io l'ho lasciata a riposo per un'ora). Prelevare piccoli pezzetti di impasto, tirare dei filoncini sottili di circa 10-15 cm di lunghezza, piegarli a metà su se stessi e attorcigliare formando delle ciambelline. Passare nello zucchero di canna e disporre su una teglia. Infornare a 190°C per circa 20 minuti, o finché non saranno dorate.


venerdì 26 settembre 2014

Pastierine bon bon gluten free per l'Mtchallenge 41.. e una torta con gli avanzi


Le idee improvvise sono le più belle. Spesso sono anche quelle che hanno più successo. Di sicuro sono quelle che mi coinvolgono da subito e mi fanno mettere subito all'opera.
Per questo mese il tema dell'Mtchallenge era il riso. Non un riso particolare, ma tre cotture particolari (per assorbimento, pilaf e al latte, per le cui descrizioni vi rimando al post di Acquaviva).
Ci ho messo un po', un bel po', a dire il vero, a decidermi, a scegliere il tipo di cottura, a scegliere cosa presentare. Volevo provare la cottura nel latte, avendo sentito tante volte parlare del risolatte, ma non avevo idea di cosa preparare. Poi.. poi mi è passato per la mente che nel latte a Napoli ci cuociamo il grano, con due fette di limone e una noce di burro e che questo grano diventa il ripieno della pastiera. Perché, allora non provare una pastiera? Ma non una pastiera qualsiasi, in cui sostituire il grano con il riso, ma una pastiera totalmente gluten free, E siccome a me la vita piace complicarmela per bene, ho pensato di farci dei piccoli bon bon, che a casa mia sembrano ciliegie, uno tira l'altro.


Rispetto alla mia pastiera, ho dovuto, ovviamente, apportare delle modifiche:

  1. Il guscio, che solitamente è una pettola di uova, farina e pochissimo burro è diventato di pasta frolla. Ho deciso, quindi, di affidarmi a Montersino e alla sua frolla di mais e riso. 
  2. Il ripieno delle pastierine ha visto una riduzione delle uova. Di solito su 250g di ricotta ce ne vanno 5, ma per questa ricetta ne ho messe 3, perché dovevano essere una specie di palline e quindi volevo evitare che il ripieno strabordasse e rompendo la frolla. In corso d'opera però l'idea delle palline è scemata e ha lasciato il posto a bon bon più simili alla pastiera
INGREDIENTI per circa 30 pastierine
Per la pasta frolla di riso e mais (ricetta adattata da Luca Montersino)
175g farina di riso
90g farina di mais giallo
112g burro freddo
95g zucchero semolato
70g tuorlo d'uovo (circa 4 tuorli)

Setacciare insieme le due farine e formare una fontana. Al centro lavorare il burro con i tuorli e lo zucchero. Unire mano a mano le farine e impastare, formando un impasto omogeneo. Ricoprire di pellicola trasparente e mettere in frigo a riposare per almeno due ore. 

Per il ripieno
Per il riso al latte
220g riso Originario
1l di latte intero
2 fette di limone
20g burro

In una pentola portare a bollore dell'acqua, scottarvi il riso per un minuto e scolarlo. Raffreddare sotto acqua corrente e rimettere in pentola. In un'altra pentola, portare il latte a bollore e versarlo sul riso, unendo le fette di limone e il burro. Lasciare cuocere a fiamma moderata per circa 30 minuti, finché il latte sarà completamente assorbito e con il riso avrà formato una crema densa. Eliminare le fette di limone e lasciare raffreddare.

Per la crema di ricotta
250g ricotta di pecora
250g zucchero semolato
2 uova
2 cucchiaini di aroma millefiori
1 cucchiaino di cannella

Mescolare la ricotta di pecora con lo zucchero semolato finché otterrete una crema liscia e omogenea. A parte mescolare le uova con millefiori e cannella. Unire il riso e mescolare. Unire a questo composto la crema di ricotta e mescolare.

Completare
Prelevare la frolla dal frigo. Stenderla in una sfoglia sottile di 3mm e ricavarne dei dischetti di circa 4-5 cm. Adagiare ogni dischetto in uno stampino da minimuffin, versarvi all'interno il ripieno di riso e adagiarvi sopra delle striscioline di pasta, incrociandole come per le crostate. Proseguire in questo modo fino ad esaurire gli ingredienti. Infornare a 180° C per circa 20 minuti, finché saranno ben dorate. Lasciare raffreddare e servire spolverate di zucchero a velo. 


NOTE
  1. Potete anche farne dei biscotti ripieni, scegliete voi, ma provando entrambi trovo che il secondo dia più modo di sentire il sapore della pastiera.
  2. Per la preparazione della frolla, Montersino consiglia di utilizzare farina di mais fioretto e farina di riso finissima. La farina di mais fioretto, purtroppo, non l'ho trovata e quella che ho usato io ha conferito una sapore granuloso e molto rustico, che a mio parere si addice molto
  3. Con queste dosi di frolla e ripieno, vi avanza molto ripieno, che potete versare in una tortiera e cuocere in forno a 180°C per una quarantina di minuti :) E' buonissimo

Con questa ricetta partecipo all'Mtchallenge 41



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