martedì 27 gennaio 2015

Happy Birthday Ale

(immagine realizzata da Mai Esteve - Il colore della curcuma)

Ricominciare. Da zero. Nuova città. All'altro lato del mondo. E non te lo saresti mai aspettato, Non ora. Quando tutte le tue certezze sono ormai consolidate al punto tale che il metterle in discussione sembra l'ultimo dei tuoi pensieri. E invece..
Invece, ricominciare. Nuovi orizzonti. Un'altra lingua. Altri sapori. Quando ormai ti eri affezionata ai tuoi.
Ricominciare. Per amore o, forse, follia. Ma, in fondo, lo sai, amore e follia vanno di pari passo. Si mescolano tra loro. E non c'è nulla che li tenga a freno. Nemmeno una vita da cambiare. Nemmeno km di distanza. Nemmeno tutte le radici messe. Fa male lasciarle, ma c'è altro che manda avanti. C'è altro che è capace di travolgerti. Senza pensarci su due volte.
Ricominciare. Quando ormai hai degli spazi tuoi. Dove muoverti. Dove vivere.
Ricominciare e trovarne di nuovi. Dove trovare il proprio angolo di pace.
Ricominciare a scoprire. Ricominciare a vedere. A inventare. A creare.


Ricominciare. E spesso sembra difficile.
Ritrovare equilibri.
E lei, Alessandra, è stata chiamata a farlo.
Dall'altro capo del mondo. Singapore. Dall'annuncio alla partenza di cose ne sono successe. La tentazione di mollare tutto. Di chiedersene il motivo.
Ma lei no, lei ha resistito. E' partita.
Ha trovato la molla in quella promessa fatta anni fa a suo marito e che ancora oggi mantiene attiva.


A lei, che è la forza motrice di tante iniziative partite dal web e diventate spesso realtà, bellissime realtà. A lei che oggi festeggia il suo primo compleanno in una nuova città. A lei vanno i miei auguri. Auguri speciali, per una donna speciale.


E per una donna tanto speciale, gli auguri non potevano non arrivare a reti unificate. E a reti unificate abbiamo deciso di riproporre una sua ricetta. Sono quindi andata sul suo nuovo blog e mi sono messa a sbirciare un po' tra le proposte. Vi dico di tentazioni ce ne sono tante, sia dolci che salate, io adoro i dolci. La scelta era dapprima caduta su questa torta al cioccolato, ma poi, illuminata da Tamara, ho tergiversato verso questa torta di mele. E non me ne sono assolutamente pentita.
Umida e morbida al punto giusto. Saporita, con quelle mele, e non troppo dolce, nosotante il glacage royale previsto come completamento del dolce.

INGREDIENTI per uno stampo da 20 cm (ricetta di Alessandra Gennaro)
Per la torta di mele
3 mele annurche
180 g farina di frumento 00
1 tubetto di latte condensato da 170 g
4 tuorli
4 albumi
100 ml olio di semi (nel mio caso mais)
1 pizzico di sale (l'ho omesso)
un cucchiaino di lievito per dolci
40 ml liquore Strega (Alessandra suggerisce il calvados, ma io non ne avevo. Inoltre lo da per facoltativo, ma io vi suggerisco di aggiungerlo)

Montare i tuorli con il latte condensato; aggiungere la farina setacciata, il sale, l'olio, il lievito e infine le mele tagliate a fettine sottili. A parte montare gli albumi a neve ben ferma e incorporarli al composto, con movimenti dall'alto verso il basso (gli albumi si smonteranno un po', dato che l'impasto è comunque molto solido). Versare in una tortiera precedentemente imburrata e infarinata, meglio se a cerniera. e infornare a 180°C per circa 40-45 minuti. Lasciare raffreddare 10 minuti e sformare su una gratella per far raffreddare completamente.

Per il Glacage Royal alle mandorle
2 albumi
250g zucchero a velo
gocce di succo di limone
mandorle a lamelle

Montare leggermente gli albumi. Appena sono un po' spumosi unire a piccole dosi lo zucchero a velo, alternandolo con qualche goccia di succo di limone. Dovrete ottenere una glassa abbastanza densa, ma non come l'impasto delle meringhe. Versate la glassa sulla superficie della torta e completate con le mandorle a lamelle. Se volete potete aggiungere ulteriore zucchero a velo, ma io non l'ho fatto :)


E ora che è pronta, mettiti seduta comoda, cara Alessandra e goditi questa meraviglia che hai preparato e che ci hai regalato. Ho messo su del tè profumato alla cannella e vaniglia. Dici che ci sta bene?





lunedì 26 gennaio 2015

#cominciolunedì: tortine di carote e mandorle, bambini e pubblicità televisive


Eccoci al secondo appuntamento con la mia nuova rubrica #cominciolunedì. Come vi avevo già anticipato, questa volta si parlerà dei bambini, perché se è vero che la dieta mediterranea è l'abc di un'alimentazione, è anche vero che il mangiar sano è una sana abitudine che dovrebbe cominciare da piccoli e portarsi avanti per tutto il resto della vita. Ecco perché tengo particolarmente all'alimentazione dei bambini e alla loro educazione al gusto.
Per fare ciò occorre tenere conto di quale sia l'ambiente (il cosiddetto "toxic environment", ambiente tossico) (1) in cui i nostri bambini crescono. In Italia, il tasso di eccesso ponderale infantile è del 32,3%, una percentuale che ci porta ad avere tra i tassi più elevati di eccesso ponderale infantile (dati del Ministero della Salute). Sappiamo che l'eccesso ponderale è il risultato di uno squilibrio tra introito alimentare e dispendio energetico, sotto forma di attività fisica. Quando gli introiti sono superiori al dispendio avremo un eccesso ponderale; viceversa un introito minore del dispendio porta a una perdita di peso. A questo si aggiungono anche fattori genetici e altri fattori che stanno sempre più assumendo importanza. Tra questi, grande attenzione è stata posta alle pubblicità televisive degli alimenti. Se, in generale, il tempo speso a guardare la TV (circa il 36% dei bambini guarda la TV per più di due ore al giorno) è tempo sottratto all'attività fisica e ludica del bambino, spesso questa si accompagna a un consumo eccessivo di merendine o snack. Entrambi questi fattori (maggiore consumo di merendine e maggiore sedentarietà) agiscono in maniera diretta sull'incremento ponderale, ma l'azione delle pubblicità televisive ha anche una componente indiretta, che si basa sull'induzione al consumo di determinati prodotti alimentari. Un'indagine condotta in Italia, tra il settembre 2006 e il luglio 2007, ha messo in mostra come, nelle fasce orarie di maggiore utenza (mattina, pranzo, pomeriggio, cena) in 7 diverse reti televisive nazionali, passassero circa 6041 spot televisivi di cui 1939 di prodotti alimentari, con una maggiore presenza di snack dolci e soft drink/alcolpop (3). Uno studio del 2007 ha osservato che bambini, di età compresa tra i 3 e i 5 anni, a cui è stato chiesto di scegliere tra due prodotti identici, ma con un packaging riconoscibile in uno e nell'altro meno noto, tendevano a scegliere quello col marchio noto e riconoscibile (2). Più recentemente, nel 2011, è stato osservato che l'esposizione di bambini a pubblicità di fast food e soft drink porta a un incremento della richiesta di entrambi, portando, di conseguenza a un aumento del peso corporeo (4). Più in generali, dati provenienti dallo studio IDEFICS su un campione di 15000 hanno dimostrato l'esistenza di una relazione positiva tra sovrappeso/obesità, elevato consumo di alimenti ricchi di zuccheri e grassi e abitudini televisive (tempo trascorso davanti alla TV, visione della TV durante i pasti, presenza del televisore nella cameretta) (5).
In che modo agire quindi? E' bene che i nostri bambini siano maggiormente coinvolti in attività che li tengano in movimento e che gli si insegni sin da piccoli a fare scelte verso alimenti più sani, incrementando la loro dieta di frutta, verdura e cereali, anche integrali, ricordando sempre che il migliore esempio per i nostri bambini siamo noi genitori.


E vi suggerisco di partire proprio dalla merenda, ma anche dalla colazione, a proporre delle alternative alle solite merendine o snack, magari giocando d'astuzia attraverso dei dolcetti che ne ricordino di più famosi, visti in TV, ma che abbiano all'interno prodotti più sani, strizzando l'occhio anche ai cereali integrali. La merendina che vi propongo io è una delle mie preferite da piccola: tortine di carote e mandorle, che nulla hanno da invidiare alle più famose sorelle del Mulino. Ho un po' variato gli ingredienti, aggiungendo un po' di farina integrale e sostituendo lo zucchero semolato con quello di canna, molto più aromatico e mieloso.


INGREDIENTI per 10 tortine
300 g carote pelate
200 g mandorle pelate
2 uova medie (110 g)
100 g zucchero di canna demerara
100 g farina di frumento integrale
100 ml olio di semi di mais (o altro olio dal sapore neutro)
1 bustina di lievito per dolci
zucchero a velo per servire

PREPARAZIONE
Frullare le carote e tenere da parte. Tritare le mandorle, fino a ottenere la consistenza di una farina (tritate per pochi secondi altrimenti rischiate che fuoriesca l'olio e il tutto diventi una pasta).
Riscaldare il forno a 180°C, modalità ventilato.
Nella ciotola della planetaria, montare le uova con lo zucchero di canna per qualche minuto, finché non saranno bene amalgamati (ci vorranno circa 10 minuti). Unire le ,mandorle tritate finemente e continuare a mescolare. Unire l'olio di semi e mescolare ancora. Infine, unire la farina setacciata col lievito per dolci. Mescolare il tutto. Versare il composto in uno stampino a semisfere in silicone (bagnate un po' le sfere di silicone per evitare che l'impasto si attacchi) e cuocere in forno caldo per circa 30 minuti (fate sempre la prova stecchino prima di sfornare). Far raffreddare completamente e sformare. Servitele spolverizzate di zucchero a velo.


Spero come sempre che possa essere stato interessante per voi. Vi aspetto nuovamente tra 15 giorni :)

1) Battle EK, Brownell KD. Confronting a rising tide of eating disorders and obesity: treatment vs prevention and policy. Addict Behav 1996 Nov-Dec;21(6):755-65
2) Robinson TN, Borzekowski DLG, Matheson DM, Kraemer HC. Effects of Fast Food Branding on Young Children's Preferences. Arch Pedratr Adolesc Med. 2007;161:792-797
3) Barba G. Pasta C, Dello Russo M, Licitra G, Sparano S, Sabino P. Monitoraggio delle pubblicità degli alimenti nella televisione italiana. FOSAN - Fondazione per lo Studio degli Alimenti e della Nutrizione Anno 39/numero 2
4) Andreyeva T, Kelly IR, Harris JL. Exposure to food advertising on television: association with children's fast food and soft drink consumption and obesity. Econ Hum Biol 2011 July;9(3):221-33
5) Lissner L, Lanfer A, Gwozdz W, Olafsdottir S, Eiben G, Moreno LA, Santaliestra-Pasias AM, Kovacs E, Barba G, Loit HM, Kourides Y, Pala V, Pohlabeln H, De Henauw S, Buchecker K, Ahrens W, Reish L. Television habits in relation to overweight, diet and taste preferences in European children: the IDEFICS study. Eur J Epidemiol 2012 Sep;27(9)705-15

mercoledì 21 gennaio 2015

Canederli nel bro brusà di porcini


Un maglione lungo sulle mani. Una tazza fumante profumata di vaniglia e caramello. Un libro tra le mani. Il fuoco che scoppietta nel camino. Il naso incollato ai vetri, a vedere la neve che scende a fiocchi. Le serate tra amici, riscaldati da una zuppa fumante. Il film preferito in tv, mentre fuori piove, protetta dal plaid.
E' questo l'inverno che amo. E' questo che amo dell'inverno.
Il senso di protezione che può darti attraverso la semplicità di un momento condiviso con chi ami, la genuinità delle piccole cose.
Coccolarsi a tavola, affondando il cucchiaio in qualcosa di caldo, che riscaldi il cuore e l'anima.

Quando ho letto il tema della sfida del MTC. 44 non ho potuto fare a meno di pensare a cosa rappresenta per me l'inverno. E se di solito dico che passato Natale potrebbe anche arrivare subito la primavera, se mi ci soffermo penso a quante cose dell'inverno io adori. I sapori rustici e genuini, forse un po' forti, ma di quelli che al primo boccone sprigionano un mondo di sapori. E il pensiero, con i canederli, è volato ai viaggi in Alto Adige, a quell'odi et amo che da sempre mi lega a quei luoghi, così magnifici e così solitari. Non ho potuto fare a meno di pensare a quante volte io abbia girato tra le Alpi, da piccola, quando ancora non sapevo neanche cosa fossero.


Con questi miei canederli ho voluto ripercorrere quelle strade, quelle montagne. Ho voluto renderle a portata di cucchiaio. Ecco quindi che dei formaggi valdostani incontrano un pane integrale, che gli dia un sapore rustico e genuino. Li ho presentati in un bro brusà, alto atesino, ma con il tocco chic dei porcini, arrivati direttamente dal Piemonte. Un piccolo viaggio di sapori che attraversa tutte le Alpi


Per scoprire tutti i segreti dei canederli e le differenze tra una regione e l'altra, vi consiglio di andare a leggere il post dettagliatissimo di Monica :)

INGREDIENTI per 4 persone
Per il brodo vegetale
2 carote
1 scalogno
1 gambo di sedano
1 cucchiaio di bacche di ginepro
125 ml di vino bianco
1 foglia di alloro
3 foglie di salvia
3 lt di acqua fredda

Raschiare la carote e lavarle. Lavare i sedano e sbucciare lo scalogno. In una pentola ampia, mettere le carote, il sedano e lo scalogno con gli aromi e il vino bianco. Ricoprire con l'acqua, portare a ebollizione e lasciare cuocere per 1 ora, abbassando la fiamma. Spegnere, filtrare e versare in una pentola capiente.


Per i canederli all'ampezzana
300g pane integrale raffermo
200g latte intero
100g fontina
100g fontina stagionata
100g toma di Gressonay
2 uova
40g parmigiano grattugiato
1 cucchiaino di salvia essiccata
1 pizzico di pepe bianco
1 cucchiaino di noce moscata
1 cucchiaio colmo di farina di frumento 00

Tagliare il pane a cubetti di max 1 cm di lato. Mescolare le uova con il latte e intridere il pane per circa 20 minuti, mescolando spesso. Intanto tritare il formaggio in pezzetti non più grandi di 3-4 mm. Mescolare il pane con la salvia, il parmigiano, il pepe bianco, la noce moscata e i formaggi. Impastare e infine aggiungere la farina di frumento. Mescolare e compattare bene il tutto. Ricavare dall'impasto delle palline di circa 4 cm di diametro e tenerle da parte.

Per il bro brusà
30g funghi porcini secchi
40g farina di frumento 00
olio extravergine d'oliva
brodo vegetale caldo
cipolla

Mettere i funghi a bagno in acqua per farli rinvenire. In una pentolina, rosolare la cipolla nell'olio extravergine d'oliva. Quando sarà imbiondita, alzarla e tenerla da parte. Unire i funghi strizzati, tenendo da parte 3 mestoli della loro acqua. Cuocere per qualche minuto i funghi, unendo la cipollaa fine cottura. Spegnere e mettere da parte. In una pentola a parte, tostare la farina e quando sarà dorata, unire il brodo precedentemente preparato, pochi mestoli alla volta, finché non si sarà formata una cremina. Spegnere e tenere da parte.

Unire al brodo l'acqua dei funghi tenuta da parte e portare a ebollizione. Calare un canederlo  per la prova cottura. Se è ben compatto resterà sodo senza spappolarsi in cottura, altrimenti regolatene la consistenza aggiungendo del pangrattato. Cuocere tutti i canederli, pochi alla volta, per circa 5 minuti, aspettando che salgano a galla prima di toglierli dalla pentola. Dividerli nelle fondine, 4 a testa. Sciogliere la cremina fatta con la farina ne brodo e ricoprire i canederli per metà. 


Con questa ricetta partecipo all'MTC 44

 

venerdì 16 gennaio 2015

Torta delle rose M.me D'Orsay


E' innegabile, ormai che adori Parigi. E' innegabile, ormai, che spesso fantastico di tornarci, ma per viverci!
Ne amo l'aria che si respira, il trovare l'arte ad ogni angolo di strada. Ne amo quella Senna che la attraversa e si divide in due di fronte a Notre Dame,
Ne amo l'eleganza, la bellezza della piazzetta di Montmartre, piane di artisti.
E ne amo le pasticcerie, soprattutto. Eleganti, belle e con dolci, manco a dirlo, spettacolari.
E non nascondo che spesso immagino di aprirne una simile qui, che non sia solo un luogo dove fermarsi a gustare un dolce, ma anche un luogo dove fermarsi per leggere qualche pagina di un libro, dove avere la possibilità di acquistarlo un libro, dove fermarsi per chiacchierare con le amiche, davanti a una tazza di tè, profumato.
La immagino in tinte pastello, con tanti piccoli fiori. Ne immagino il profumo, che sia di vaniglia, di pagine di carta.
Ne immagino la vetrina, con tanti dolcetti, avvolti da un enorme fiocco rosa.


Mentre sfogliavo Dolci Regali in cerca di un dolcetto da provare e portare per una cena in famiglia, l'occhio non poteva non cadermi sulla Torta delle Rose di M.me D'Orsay. A casa, la torta delle rose, è sempre piaciuta ed è tra i dolci più preparati. La ricetta che avevo io veniva fuori dal libro Bimby, ma data la mia nota avversione a questa macchina, non vi dico la felicità a trovarne un'altra di ricetta, che spodestasse quella sempre fatta. E questa torta di rose lo ha fatto alla grande!

INGREDIENTI per uno stampo rotondo di 24-26 cm (ricetta da Dolci Regali I libri dell'Mtchallange)

Per l'impasto
120 ml latte a temperatura ambiente
12 g lievito di birra
500 g farina
3 uova intere
50 g zucchero semolato
1 cucchiaio di Maraschino (io ho utilizzato lo Strega)
40 g burro, ammorbidito, a tocchetti

Sbriciolare il lievito di birra nel latte e mescolare per bene. Nella ciotola della planetaria, setacciare la farina, unire lo zucchero, le uova, lo Strega e il lievito sciolto nel latte. Mescolare a velocità minima con la frusta a foglia e appena comincia a stare assieme sostituire con il gancio. Mescolare fino a incordare (l'impasto si staccherà dalla ciotola). Lavorare dai 5 ai 10 minuti, finché l'impasto non sarà perfettamente incordato (si deve formare il velo quando lo si stende tra le mani). A questo punto, unire il burro a tocchetti poco alla volta, facendo assorbire tutto il precedente prima della seconda aggiunta. Formare nuovamente l'incordatura e far lievitare per 90 minuti coperto da un panno umido (deve raddoppiare!).

Per la farcia
100 g zucchero semolato
100 g burro

Mescolare il burro con lo zucchero in una ciotola fino ad ottenere una crema.

Per completare

1 tuorlo
1 cucchiaio di latte

Sgonfiare la pasta su un piano di lavoro leggermente infarinato e stenderla in un quadrato di 40 cm di lato. Spalmare in superficie la crema di burro e zucchero e tagliare la pasta in strisce di 4 cm di lato con un coltellino affilato o con la rotella per la pizza. Arrotolare su se stessa ogni strisciolina, formando così delle roselline. Imburrare una teglia rotonda di 24-26 cm di diametro. Partendo dal centro, adagiare delicatamente le rose sullo stampo a una distanza di 1 cm l'una dall'altra. Coprire con un panno umido e far lievitare ancora per 90 minuti.
Mescolare con una forchetta il tuorlo e il latte e spennellare la superficie. Far cuocere a 165°C in modalità statica, per 35 - 40 minuti. Se la superficie dovesse scurirsi troppo, coprirla con un foglio di alluminio. Sfornare, lasciare intiepidire 10 minuti e sformare su una gratella per dolci per raffreddare completamente. Servitela a temperatura ambiente, avvolta da un enorme fiocco rosa ;)



lunedì 12 gennaio 2015

#cominciolunedi, la mia nuova rubrica dedicata alla sana alimentazione


E' da un po' di tempo che ci pensavo, ma non trovavo mai l'idea o quella spinta giusta per cominciare. Quest'anno, complice l'imposizione di fare, ogni giorno, qualcosa che ho rimandato per tanto tempo, eccola qui, la mia nuova rubrica (che spero abbia più continuità di quella dedicata ai libri.. che pure dovrà continuare). 
Dicevo, eccola qui ed eccomi qui, a parlare di un argomento che rappresenta il terreno in cui mi muovo quotidianamente, quello dedicato alla sana alimentazione. 
Se penso a un ordine temporale, la passione per la sana alimentazione è nata dopo quella per la cucina e lo spignattamento, ma piano, piano si sono fuse, portandomi ad essere attenta non solo a quello che porto a tavola, ma anche alla qualità degli ingredienti che scelgo, alla loro stagionalità e, soprattutto, a scegliere prodotti quanto più naturali possibili, evitando, quando possibile, scatolette varie. 

E questo è quello che vorrei trasmettere con questa rubrica: una consapevolezza diversa del mangiare sano, che non sia per forza un intristimento e svilimento della propria alimentazione, ma un modo nuovo per prendersi cura di sé, dei propri cari e di quello che si mette nel piatto. Il motto che insegno ai miei pazienti è #mangiarefelicisenzasacrifici.. ed è lo stesso che guiderà questa rubrica ;)




Per parlare di sana alimentazione, non posso non partire dall'ABC e cioè dalla nostra amata Dieta Mediterranea. 

La dieta mediterranea è uno stile alimentare, tipico dei paesi dell'area del Mediterraneo, ma esportabile ovunque, basato sul consumo abbondante di frutta, verdure e cereali, sull'utilizzo di olio d'oliva come principale grasso da condimento, sul consumo frequente di pesce a scapito della carne e sul consumo di poco vino durante i pasti.
Già nel 1939 furono osservate le prime connessioni tra lo stile alimentare mediterraneo e la bassa incidenza di patologie quali diabete e obesità, ma è nel secondo dopoguerra che i benefici apportati dalla dieta mediterranea furono confermati dallo studio Seven Countries Study, in cui si posero a confronto lo stile alimentare di un campione di popolazione di 7 diversi paesi ( Finlandia, Olanda, Grecia, Italia, Jugoslavia, Giappone e Stati Uniti). I risultati di tale studio confermarono quanto ipotizzato da Ancel Keys, un ricercatore statunitense trasferitosi a Pollica (nel Cilento) che osservò come l'incidenza delle patologie coronariche fosse più bassa in Grecia che negli Stati Uniti. In particolare, nella relazione tra dieta seguita e incidenza di alcune patologie è stato posto in evidenza come sia la qualità dei grassi consumati ad incidere sull'insorgenza delle malattie cardiovascolari, e non la loro quantità.
Ad anni di distanza dal Seven Countries Study i benefici sullo stato di salute apportati dalla dieta mediterranea sono stati confermati anche per altre patologie, quali diabete, ipertensione, dislipidemie, obesità, tumori, declino cognitivo ed è, ad oggi, l'unico modello alimentare adattabile a tutta la popolazione a garantire tali benefici. E' ormai noto che i benefici apportati dalla dieta mediterranea non derivano dal singolo alimento o componente, ma dal loro insieme e dalla loro combinazione associata ad uno stile di vita attivo e ad un'alimentazione varia e che rispetta la stagionalità dei prodotti. 

Le caratteristiche della dieta mediterranea sono state schematizzate nella nota PIRAMIDE ALIMENTARE, che si traduce in un'alimentazione composta per il 55-60% di carboidrati, in particolare rappresentati da pane, pasta, riso e altri cereali, 10-15% proteine, in prevalenza rappresentate da proteine di origine vegetale (legumi) piuttosto che da proteine di origine animale (tra queste la preferenza va data sicuramente al pesce, per il suo contenuto in omega3, piuttosto che alla carne), consentendo di ridurre anche l'introito di colesterolo alimentare, e 25-30% di lipidi, in prevalenza rappresentati da olio d'oliva. 
L'importanza attribuita ai vegetali, rappresentati non solo da frutta e verdura, ma anche da pasta, riso, pane e altri cereali e dai legumi consente di assicurare il giusto apporto di fibre, sia solubili che insolubili, vitamine, sali minerali e antiossidanti

Nel 2009 la piramide alimentare è stata modificata ponendo attenzione anche sull'attività fisica e su uno stile di vita che sia ecocompatibile, suggerendo di seguire quanto più possibile la stagionalità dei prodotti e il consumo di prodotti locali. 
Il 17 novembre 2010 la Dieta Mediterranea è stata iscritta nella lista dei Patrimoni Culturali Immateriali dell'Umanità dell'UNESCO.


E non posso non presentarvi come prima ricetta, quella di una persona a cui devo tutto: le mie conoscenze, la passione per il mio lavoro e tanto, tanto altro ancora, sia dal punto di vista professionale, che dal punto di vista lavorativo. Parto così, perché è a Lui, a Gianni, che dedico questa mia rubrica. La ricetta è sua. Io vi riporto gli ingredienti e preparazione, ma se volete, potete vederlo all'opera

FAGIOLI ALLA TEX WILLER DI GIANNI
INGREDIENTI per 4 persone
250g fagioli borlotti già lessi
4-5 pomodorini
100g speck in una fetta
1 spicchio di aglio
1 peperoncino (o come fa Gianni, paprika dolce)
rucola
4 cucchiaio di olio extravergine d'oliva

PREPARAZIONE
In una padella, rosolare nell'olio lo spicchio di aglio. Quando sarà imbiondito, eliminarlo e aggiungere lo speck tagliato a cubetti. Far rosolare per qualche minuto. Aggiungere i fagioli borlotti, i pomodorini e far cuocere ancora per una decina di minuti, unendo il peperoncino. Terminare la cottura, aggiungere la rucola e servire. 

Questo piatto è adatto come antipasto, come contorno, ma anche (per due persone) come piatto unico, accompagnato sempre a del pane :) 


Spero che quest piccola sorpresa vi sia piaciuta. Ci rivediamo tra 15 giorni con un'altra ricetta per #mangiarefelicisenzasacrifici ;) 


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