Mi capita spessissimo: sono al banco salumeria, con lo sguardo fisso nel vuoto e la mente che vaga, alla ricerca di un'ispirazione per qualcosina di succulento da preparare. E, inevitabilmente, mi ritrovo col ragazzo del bancone a fissarmi, con l'aria interrogativa, come a chiedersi chissà che stessi pensando e quando mi deciderò a ordinare, visto che è il mio turno e dietro di me c'è una fila di donne ululanti e scalpitanti. Mia madre, ormai rassegnata alle mie continue "assenze", mi osserva: sa che da un momento all'altro potrei tirar fuori l'esito dei miei pensieri, in totale sconnessione con quelli che erano i discorsi precedenti e il contesto. E infatti:"Vado a prendere la farina di castagne". Lo sguardo interrogativo e perplesso del salumiere, accompagnato all'aria sconsolata della signora che aveva il turno dopo il nostro, sollecitano mia madre a chiedermi:"Ma, Paola, qui non devi avere niente? Abbiamo preso il numero e fatto la fila apposta per.." "Ah si: voglio fare le tagliatelle di castagne con la zucca e il gorgonzola: che ne dici?" "Quindi qui ti devo prendere il gorgonzola?". "Mmm.. Si, ma tu che mi consigli, quello dolce o il piccante? Ma si sciolgono entrambi secondo te? Mmm.. forse con il dolciastro della zucca e della farina di castagne ci sta meglio quello piccante, eh? Che ne dici? O per papà è troppo piccante? O..". La perplessità sui volti delle persone aumenta. "Paola deciditi, che non è che possiamo stare qua tutto il giorno". "Uh (il tipico uh di una persona che si è appena risvegliata da un sonno profondo), si: facciamo quello dolce. Prendine un 300g che io vado a prendere la farina di castagne"... E mi allontano, tra i sospiri di sollievo del salumiere e le facce compiaciute delle donne ululanti. "Ah, dici che ho fatto giusto, no, con quello dolce?" "Paolaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!" "Ok, ok.. vado a prendere la farina"
INGREDIENTI Per le tagliatelle: 200g farina 00 200g farina di castagne 4 uova
Per il condimento: 1 fetta di zucca 300g gorgonzola salvia
PREPARAZIONE Fare le tagliatelle e lasciarle seccare. Intanto scaldare in una padella dell'olio con un pò di scalogno. Gettarvi la zucca e lasciarla cuocere, aggiungendo un pò di acqua, finchè non si sarà disfatta. Aggiungere 200g di gorgonzola e lasciare sciogliere. Lessare le tagliatelle al dente e versarle nella padella del condimento. Far saltare il tutto, aggiungere il restante gorgonzola a cubetti e insaporire con un pò di salvia.
E adesso è ora della staffetta, che mi ha passato Mila, di Senza sale in zucca, una blogger carinissima che ho conosciuto da poco. Le regole della staffetta sono semplicissime: bisogna rispondere alle domande e passare poi il testimone ad altre 14 persone.
1.quando da piccoli vi veniva chiesto cosa volevate fare da grandi, cosa rispondevate? La dottoressa che cura i bambini.. e mi ci sono avvicinata :D
2. quali erano i vostri cartoni animati preferiti? Tutti quelli della Walt Disney, in particolare Alice nel paese delle meraviglie, La spada nella roccia e La bella addormentata nel bosco (sarà strano, ma è con quelle canzoni che ho imparato a cantare e a controllare la voce per evitare di stonare)
3. quali erano i vostri giochi preferiti? le Barbie. Mi divertivo un mondo a creare storie, su storie, su storie.. Gli autori di Beautiful a confronto erano dei dilettanti.
4. quale è stato il vostro più bel compleanno e perchè? Non ne ho uno in particolare: tutti sono stati importanti e speciali allo stesso modo e ognuno per una propria particolarità, emotiva o anche solo contestuale.
5. quali sono le cose che volevate assolutamente fare e non avete ancora fatto? e qui la lista è lunga: viaggiar di più (tanti posti da vedere ancora in lista d'attesa), corsi di recitazione e di canto (eh si, odio ammetterlo, ma mi piacerebbe un giorno esserci io su un palco.. chissà)
6. quale è stata la vostra prima passione sportiva e non? la musica, che poi si espressa sportivamente nel ballo, e il teatro. Ora la cucina e la fotografia.
7. quale è stato il vostro primo idolo musicale? chi mi vedesse ora e ascoltasse quello che ascolto io non lo direbbe mai, ma da bimba il mio idolo era Pino Daniele. Con l'adolescenza mi sono avvicinata al rock (e si, anche a Marylin Manson) e ora è l'unico genere che ascolto, prevalentemente.
8 quale è stata la cosa più bella chiesta (ed eventualmente ricevuta) a Babbo Natale, Gesù Bambino, Santa Lucia? mmm.. ad essere sincera non lo ricordo. Più che un dono vero e proprio la cosa più bella del Natale è ritrovarsi tutti insieme a scartare i regali e tornare bambini, almeno per un'oretta.
Dovrei passare il testimone a 14 di voi, ma credo che lo avrete già ricevuto in molte. quindi lo lascio a chiunque voglia farlo (e vi invito a farlo, perchè è un modo carino per conoscersi).
Ancora una cosuccia: è cominciato il blogcandy di Ely. Dovremmo ringraziere noi lei per le bele ideuzze culinarie e non che ci propina e invece è lei che ringrazia noi con questi gufetti strepitosi. Fate un giretto, magari la fortuna sarà dalla vostra parte :)
Con questa ricetta partecipo al contest Sapori d'autunno di Ramona
Era il 2003, precisamente settembre del 2003: io avevo 17 anni, ero in giro con le mie amiche del liceo, le stesse che ho ancora oggi. Spesso giravamo per Mergellina, per le bancarelle, alla ricerca di qualche oggettino carino, un paio di orecchini, un anellino, o anche solo per passeggiare e passare la serata insieme, a chiacchierare di tutto e di più. Avevo 17 anni e il mio sguardo era attirato, come oggi, dal mare, che la sera rifletteva tutte le luci dei lampioni e delle case dei napoletani fortunati che avevano la possibilità di gordersi la vista del golfo dal balcone di casa. Avevo 17 anni e adoravo gli oggetti etnici, tutto quel legno scuro, con colori caldi, le statuette, le sciarpine e le borsine colorate. Avevo 17 anni e mi perdevo in quei colori. Avevo 17 anni e fui attratta da un piccolo anellino di cocco, su una bancarella. Avevo 17 anni e ancora non avevo capito quanta compagnia mi avesse fatto quel piccolo anellino di cocco. Avevo 17 anni da poco, il mio regalo da parte delle mie amiche fu una magliettina, colorata, come piaceva a me, e un paco di crostatine con un biglietto: "E' bello 'o magnà!". Avevo 17 anni da poco e quel biglietto lo conservo ancora, in un angolo del mio cuore. Avevo 17 anni e le parole delle mie amiche, le parole di mia madre, quelle di mio padre, mi ferivano e le lasciavo perdere nel vento, in attesa che il tempo le rendesse più vuote. Avevo 17 anni e ancora non sapevo che di lì a poco, col mio anellino di cocco, avrei intrapreso il percorso più difficile della mia vita. Avevo 17 anni e non sapevo minimamente quanto quel percorso potesse durare, quanto dolore potesse portarmi, quanto vuoto potesse crearmi dentro, e intorno. Avevo 17 anni ed ero consapevole di una sola cosa: io non ero malata! Avevo 17 anni e non sapevo che era solo una cieca ostinazione la mia, quella di non vedere la mia magrezza eccessiva, di non reputare anormale che potessi restare dei giorni senza toccare altro che una tazza fumante di camomilla o di tè. Ho convissuto nel silenzio delle briciole di pane racimolate e sparpagliate su una tovaglia, sempre troppo piena per la mia voglia di accostarmici. Quel mio anellino era lì, tra le mie mani, girato e rigirato nei momenti di nervosismo, quando cercavo di far capire ai miei che ero troppo piena di attenzioni da perte loro per avere ancora un briciolo di spazio per un pezzetto di pane. Ho iniziato la terapia. Di alti e bassi ce n'erano. Ma lui era sempre lì, tra le mie mani.
Ho 24 anni. L'anoressia è un ricordo lontano, ormai. Restano, purtroppo, i residui di un comportamento alimentare non proprio esatto. Ho 24 anni e di quel periodo mi porto dietro l'avvicinamento alla cucina, alla preparazione di dolci, come modo di esprimere il mio amore verso gli altri.
INGREDIENTI Per la frolla: 300g farina 50g cacao amaro 1 uovo 2 cucchiai di latte 150g zucchero 100g burro cannella
Per la crema all'arancia: 5 tuorli 500ml latte 30g farina 175g zucchero succo di un'arancia
Per la meringa 5 albumi 400g zucchero
Preparazione. Preparare la crema pasticcera: far bollire il latte in un pentolino, meno un bicchiere, con lo zucchero. Da parte sbattere i tuorli con la farina, il bicchiere di latte messo da parte e il succo d'arancia. Mettere in un pentolino e aggiungere il latte bollente. Mescolare su fiamma media, finchè la crema non diventa densa.
Preparare la frolla, facendo una fontana con la farina e il cacao. Disporvi al centro l'uovo con il burro, lo zucchero, la cannella (sulla quantità regolatevi secondo il vostro gusto) e il latte. Formare un impasto elastico e stenderlo in una teglia. Far cuocere la base.
Intanto preparare la meringa mescolando albumi e zucchero.
Quando il guscio di frolla è quasi cotto, mettere la crema e la meringa e cuocere ancora per una decina di minuti o finchè la meringa non sarà dorata. Ho 24 anni e il mio anello di cocco è ancora lì, rigirato tra le mie mani quando sono particolarmente nervosa.
INGREDIENTI (ricetta ispirata da "Corna di gazzella" de "Il libro d'oro dei dolci") per la pasta: 250g farina 2 cucchiai di olio d'arachidi qualche goccia di aroma all'arancia 90g di acqua
per il ripieno 250g mandorle 250g zucchero 2 uova
PREPARAZIONE Fare un impasto con farina, acqua, aroma all'arancia e olio. Formare una palla elastica e lasciarla riposare in frigorifero per 30 minuti. Intanto tritare le mandorle e lo zucchero, aggiungere le uova e mescolare tutto. Stendere la pasta molto sottile (più o meno 3mm) e ritagliare dei dischi. Mettere al centro un pò di ripieno di mandorle e piegare a metà dando la forma di una mezzaluna. Cuocere in forno a 200°C per 10-15 minuti
Una ricettina semplice, come può essere semplice un piccolo gesto che può far tanto per la nostra salute :)
Mi è piaciuto leggere le vostre priorità, nel precedente post. Ci ho passato una nottata a pensarci. Voi direte: "e tu invece di dormire ti poni queste domande pseudoesistenziali? Ma dormi, va!" Ebbene sì, io la notte spesso e volentieri mi metto a "filosofeggiare" sul senso della mia vita e sulle direzioni che vorrei prendesse. Spesso e volentieri, però e purtroppo, sono tutte domande a cui fatico a dare una risposta. Questo è un periodo un pò meditabondo. Sarà l'influenza del caro Pirandello col suo Gengè o Vitangelo Moscarda o in qualsivoglia altro modo possa essere chiamato (resta pur sempre un centomila, no?), ma sono in fase "etichette mie fatevi in là, che io di essere la dietista che sa pensare agli altri e anche a se stessa proprio non riesco a farla". Insomma, sto rivalutando tante cose, dalle scelte universitarie, alle scelte di vita, dalle esperienze passate a quelle presenti, dal mio passato alle possibilità che potrebbe avere il mio futuro. Sto cercando di dare una risposta alla domanda: "Cosa vuoi?" e le uniche cose che mi vengono in mente sono quelle che non voglio. Sento dentro un qualcosa da dover sbloccare e incanalare in qualcosa di costruttivo, piuttosto che distruttivo, come di solito faccio. Ecco perchè la cucina è uno dei miei rifugi preferiti. E' lì che riesco ad incanalare una parte di quello che sento, o anche a tener fuori dalla testa i pensieri negativi. E più di tutto mi piace mettere in forno qualcosa di lievitato. Associo il forno a un'amorevole madre, che cl calore del suo abbraccio, col suo sostegno, permette al proprio piccolo di crescere (o lievitare nel caso dell'impasto), a crearsi quella "scorza" forte per fargli affrontare il mondo, ma che racchiude tutta la morbidezza del proprio cuore di fanciullo... Oddio, ma sarò diventata matta a filosofeggiare anche su un forno?! Beh, veniamo alla mia creatura, un soffice panbrioche. La ricetta me la diedero ai corsi di cucina fatti l'anno scorso all'agriturismo "La rocchetta". Nel leggere l'esecuzione devo dire che ero un pò scettica: mettere il sale dopo la prima lievitazione ci sta, ma lo zucchero??? Poi mi sono detta: "uno chef può mai dirmi qualche scemenza?? No, quindi si fa come dice lui!". E ho fatto benissimo. L'impasto è lievitato meravigliosamente.Vi ho messo la foto del doppio utilizzo che ne potete fare: sia versione dolce, con una bella marmellatina su, cia versione salata, in questo caso il classicissimo burro e alici salate ;)
INGREDIENTI 1 kg farina 500g latte 200g burro 20g sale 60g zucchero 3 uova 50g lievito
PREPARAZIONE Fare una fontana con la farina e mettervi al centro burro tagliato a pezzettini, uova e il latte in cui avrete fatto sciogliere il lievito. Impastare per 10 minuti e far lievitare l'impasto per cicrca 40 minuti (io mi sono regolata in base al volume: quando l'ho visto raddoppiare ho ripreso l'impasto per rilavorarlo). Dopo la prima lievitazione, unire il sale e lo zucchero (il motivo per cui sale e zucchero si aggiungono dopo è dovuto al fatto che in questo modo i lieviti possono agire indisturbati dall'azione del sale) e impastare ancora per 10 minuti. Far riposare 10 minuti e mettere l'impasto a lievitare in uno stampo da plum cake per altri 30 minuti. Infornare a 180° per 25 minuti.
Manco a farlo apposta oggi è anche la giornata mondiale del pane, quindi quale motivo migliore per provarlo? ;)
E se vi chiedessi quali sono le vostre priorità, che mi rispondereste??
INGREDIENTI 350g spaghetti 200g feta pomodorini secchi 3 cucchiaini di patè di olive nere
PREPARAZIONE Lessare gli spaghetti. Intanto tagliare a cubetti la feta, a filetti i pomodorini secchi e metterli in un'ampia ciotola. Versarvi gli spaghetti cotti, condire col patè di olive nere, mescolare e servire.
Avete presente quele giornate in cui vi prende un'irrefrenabie voglia di farvi compagnia e passare una giornata da sole con voi stesse a coccolarvi e a dedicarvi a qualche frivolezza? Ecco, il mio stato d'animo oggi era proprio questo: avevo voglia di passare una giornata in compagnia mia, di un Ipod e di un buon libro (per ingannare i tempi di attesa dei mezzi pubblici) a zonzo per Napoli. Mi piace passare così le giornate, di tanto in tanto: mi aiuta a riflettere, a staccarmi un attimino dalla mia quotidianità, fatta per ora di studio intenso (più o meno) e rimurginazioni varie. Diciamo che è sempre una passeggiata tra i ricordi. Al liceo con le mia amiche andare a Napoli era come per una bambina mettere i tacchi della mamma: ci sentivamo grandi solo a dire "Ragazze, oggi pomeriggio andiamo a Napoli!" E quanti pomeriggi e quante esperienze passate insieme. Un turbinio di ricordi.. e su questa scia è nata in me la voglia di riproporre le nostre amiche di studi: le crepes. Eh si, i nostri incontri di studio, inesorabilmente si traducevano in pomeriggi passati a chiacchierare e spiluccare qualcosa, fino alla sera, quando si decideva di cenare insieme. Uno dei nostri piatti preferiti erano proprio le crepes. Dolci o salate, erano onnipresenti. Questa è una delle tante versioni, la più buona, secondo me. :) La ricetta dell'impasto delle crepes l'ho presa da Chiara di "La voglia matta"
INGREDIENTI 125g farina 2 uova 1 tuorlo 250ml latte 2 scatolette di tonno 1 pomodoro grande da insalata rucola o insalatina acciughe sott'olio
PREPARAZIONE Preparare le crepes. Da parte mescolare tonno sgocciolato, pomodoro tagliato a cubetti, acciughine e condire con sale e origano. Disporre una crepe come base, metterci l'insalatina, il misto di tonno e pomodori e coprire con un'altra crepe. Continuare fino a esaurimento.
Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Federica, Un uovo per amico
Che dire: il tempo uggioso c'è, la pioggia pure, il freddo si fa sentire e sono tornate le mie mani gelide a confermare che l'inverno si sta proprio avvicinando. E devo dire che è la prima volta che proprio non mi dispiace, anzi ne avevo proprio voglia :) No, no non è che in questi giorni mi sia messa a fare la danza della pioggia o qualche macumba strano per ingraziarmi i fulmini e le pioggie torrenziali, ma diciamo che non vedevo l'ora. Eh si, purtroppo ho un enorme difetto: odio le vie di mezzo e questo si rispecchia anche sulle stagioni. Non mi piaccioni nè l'autunno, nè la primavera, o meglio non mi fanno impazzire. Sono più per 6 mesi di freddo e 6 mesi di caldo. Così: ta-ta! E dei due preferisco l'inverno.. mi viene in mente Troisi con i suoi giorni di pecora, di leone e di orsacchiotto. Che strana associazione di idee. Bah! Riprendendo il filo del discorso, dicevamo del freddo. Ecco lo preferisco, perchè ci permette di sentirci più vicini. Sarà forse carenza d'affetto? Nooo, non credo. E' che in fondo, in fondo amo le coccole e il freddo è proprio la temperatura ideale per farsene e farsene fare :) Una coccola che mi dedico spesso in inverno? Le zuppe! Le amo: una passione esplosa da poco.E mi cimento a farne di ogni. Questa è la prima zuppa che ho fatto e mi pare anche giusto sia la prima ad aprire la carrellata di zuppe che quest'anno mangeremo a casa mia.
INGREDIENTI per 4 persone 4 patate medie 50g funghi secchi 250g farro passata di pomodoro 1 scalogno olio extravergine d'oliva timo
PREPARAZIONE Soffriggere in un pò di olio lo scalogno in una pentola. Tagliare le patate a tocchetti e metterle nella pentola, coprire con acqua e lasciare cuocere una decina di minuti. Nel frattempo mettere a bagno i funghi secchi. Quando le patate iniziano ad ammorbidirsi, aggiungere qualche cucchiaiata di passata di pomodoro e il farro. Regolate di sale e lasciate cuocere finchè non sarà pronto anche il farro. A cottura ultimata profumate con del timo e servite calda.
Attenzione: avviso tutti coloro che si annoiano a leggere post lunghi, che questo sarà davvero mooooooooolto lungo. Ho dovutoracimolare tutti in un unico post.Iniziamo da quello che in questi giorni mi sta portando via un pò di tempo: il Fimo.Ah questo sconosciuto (almeno per me). Fino a qualche mese fa se mi avessero parlato di Fimo avrei sgranato gli occhi e fissato l'interlocutore come fosse un marziano in cerca di un contatto con noi terrestri. Lo vidi per la prima volta su una rivista di decorazioni. Vedere tutti quei gingillini e gioiellini mi fece venire una tale volia di provare che subito mi fiondai alla ricerca dei panetti magici. Ne presi di tre colori diversi, un pò infelici a dire il vero (rosso, grigio e blu), ma ero alle prime armi. Sperimentai un pò: qualche orecchino, un braccialetto e ne saltarono fuori dei bei regalini di Natale.Ultimamente ho dovuto abbandonare un pò questa pasta, per dedicarmi a "impastare" e soprattutto a dare forma al mio futuro e ora che sembra che stia già prendendo una strada sua, sono tornata con le mani in pasta.In questi giorni ho realizzato degli orecchini e dei piccoli personaggi. Sono ancora inesperta e quindi chiedo venia a chiunque invece nell'arte di lavorare il Fimo sia già maestra (anzi in quel caso accetto anche suggerimenti :)
Passiamo alla seconda parte del post, ovvero all'attacco fotografico. E' da un pò che mi ronzava in testa l'idea di andare un pò in giro per fare qualche foto un pò più ponderata. Non sono ancora un granchè, ma ricevere i complimenti da mio padre (fotografo per passione e ferroviere di professione) e soprattutto smentirlo sul fatto che il mio fosse solo un capriccio non ha prezzo :) Queste foto le ho scattate in giro tra Cusano Mutri (BN) e la Villa Floridiana a Napoli.
Ed ora passiamo ai premi. Questi mi sono stati donati gentilmente da Lady Boheme di hiperica.
Quest'ultimo mi è stato donato invece da Antonella, del blog Basta un soffio di vento e.., un bellissimo blog di una dolcissima ragazza, mamma di una bella pargoletta (c'è una foto piccola della scricciola appena nata) e che ringrazio tantissimo per il dolce pensiero e per le dolci parole. Il premio richiede che elenchi 10 cose che mi piacciono e i miei 10 blog preferiti. Iniziamo dalle 10 cose che mi piacciono:
1.il ballo, le emozioni che mi da tutte le volte che proviamo dei passi nuovi o che ci lascia la libertà di una salsa libera.
2.il mare, quello che mi è mancato tanto gli anni che sono stata a Milano e a Ferrara; in particolare il suo odore e la capacità di farmi tranquillizzarmi solo a sentire le onde infrangersi sugli scogli.
3.Viaggiare, conoscere nuovi posti, sentire nuovi profumi e assaggiare nuovi sapori. Scoprire nuovi mondi e nuovi posti di vivere, confrontarmici e imparare nuove cose. Crescere attraverso quello che vedo e le esperienze che ho
4.Leggere, di tutto: dalle poesie ai romanzi, dai testi di teatro alle antologie di racconti, da libri horror ai classici. Magari in compagnia di una bella tazza di infuso alla mela e cannella, sul divano, in totale relax, con uno dei miei gruppi preferiti come sottofondo.
5.il Natale, l'atmosfera gioiosa e malinconica, al tempo stesso, che si respira. Il freddo pungente che ti gela il naso e le lunghe chiacchierate con gli amici alla luce lieve che arriva dall'albero di Natale. Aspettare la mezzanotte come una bambina per poter aprire i mille pacchetti colorati che fanno capolino da sotto l'albero e vedere le reazioni dei miei cari all'apertura del loro, di regalo.
6.le fotografie. Su questo sono una maniaca: ho la macchinetta fotografica sempre in borsa. Mi piace immortalare tutto e tutti. E vedere e rivedere le foto, richiamare alla mente episodi particolari o momenti legati a quella foto.
7.la tranquilità di una serata passata con le mie amiche, coccolate da un caffè a raccontarci tutto, come facevamo al liceo.
8.le risatine con mia sorella, a qualsiasi ora del giorno e della notte, su qualsiasi cosa. La complicità che c'è tra noi, il capirci al primo sguardo e ridere senza nemmeno dircene il motivo, tanto lo sappiamo già.
9.il teatro. mi emoziona andarci e, ad essere sincera, mi sarebbe piaciuto fare un corso di teatro (ma questo sogno lo mettiamo nel cassetto, che chisà un giorno.. :)
10. cucinare. Ultimo solo di posizione, ma lo adoro. cucinare dolci, soprattutto (e credo che dall'andazzo del blog si sia intuito :). Mi piace farli, vederli crescere e assaggiarli. mi piace coccolare le persone a cui voglio bene con qualcosa preparato da me. non sono molto brava ad esprimere le mie emozioni o i miei sentimenti, ma credo che almeno in quello che preparo ci metto tutto l'amore che sono capacce di dare :)
Ed ora passiamo ai 10 blog:
1. Il gattoghiotto, di Ambra. Una delle prima ad accogliermi nel mondo dei blogger; una ragazza favolosa e dolcissima.
2. Note di cioccolato, di Federica. E' sempre presente e sempre in sintonia con i miei gusti e i miei umori (sarà per il segno che ci accomuna :). Simpaticissima, con quell'avatar di Calimero.
3. Edith Pilaff, perchè grazie a lei conosco ricette e culture diverse dalla mia :)
4. My life love food, di Valeria. Mi piace tantissimo seguire il suo blog, le sue avventure, i suoi racconti fotografici. Ogni post è una scoperta :)
5.Le ricette della Zu, perchè nei suoi post rivedo un pò me da convivente alle prese con un fidanzato golosone :)
6.La collina delle fate, di Nightfairy. La seguo dai tempi di cookaround ed è diventata per me una musa ispiratrice per qualsiasi dolce dovessi fare.
7. Hiperica, di Lady Boheme, perchè mi piace l'unione tra scorsi di vita e ricette.
8. Dolci a gogo, di Imma, perchè fa delle cheesecake da invidia e perchè è dolcissima come le cose che prepara
9. Dolcipensieri, perchè anche lei, come nightfairy, l'ho conosciuta su cookaround. E' di una simpatia unica e tutte le sue ricette sono corredate di avventure descritte magnificamente.
10. Dolci delizie di casa, di Damiana, napoletana, come me, che ha un viso angelico e così rassicurante. Una vera mamma, dolcissima nello sguardo e nel blog.
Ovviamente questi sono solo dieci. Ce ne sarebbero state tante altre da menzionare.
Io giro il permio a tutte voi che continuate a seguirmi, pazientemente, nei vortici delle mie manie e dei miei umori ballerini, come me :)
Mamma mia se ce ne ho messo di tempo per scrivere questo post O.o
Vi capita di aspettare che arrivi un certo periodo dell'anno solo per mangiare una determinata cosa? Beh a me si ed è quello che mi capita con molti tipi di verdura e frutta. I carciofi fanno parte dell'elenco. Mi piacciono per i diversi sapori, che a mio parere, hanno da cotti, più dolciastri, e da crudi, molto più amari e "allappanti". E delle due, a essere sincera, preferisco la versione cruda, molto più croccante. Ovvio che non li disdegno fritti, ma vuoi mettere la salubrità del carciofo crudo? e poi, sempre dietista sono :D E quindi avendo due carciofi carini, carini, che ammiccavano amorevolmente in frigo, qualche mandorla in dispensa, mi sono detta: "perchè non farci una bel carpaccino?". Et voilà, detto fatto.
INGREDIENTI per una persona 2 carciofi 1 cucchiaino di miele 1 cucchiaio di olio sale aceto balsamico scagliette di parmigiano mandorle spezzettate
PREPARAZIONE Pulire i carciofi e tagliarli a fette sottili. Disporli in un piatto. Aggiungere il parmigiano a scaglie e le mandorle spezzettate. Emulsionare olio, sale, aceto balsamico e miele e condirvi il carpaccio.