lunedì 29 novembre 2010

Sbriciolata con crema e marmellata di amarene.. per la serie "facciamoci del male" :)

Ebbene si: avevo proprio voglia di qualcosa di alto e cremoso, ma allo stesso tempo croccante e "frolloso". Venerdì sera questa mia voglia si è materializzata sotto forma di questa meravigliosa crostata, preparata dalla mamma di un mio amico per il suo compleanno (insieme a tutta un'altra serie di leccornie). La cosa mi è piaciuta a tal punto, che tornata a casa ne ho parlato con enorme entusiasmo a mia madre, decantandole le lodi della cosa più banale di questo mondo, ma al tempo stesso buonissima. E' proprio vero quello che dice Wilde "il piacere delle cose semplici è l'ultimo rifugio dell'animo complicato".

INGREDIENTI
Per la frolla:
350g farina
150g zucchero
100g burro
1 uovo
2 cucchiai di latte
1 cucchiaino di lievito in polvere per dolci

crema pasticcera
marmellata di amarene.

PREPARAZIONE
Preparare la pasta frolla e stenderla in uno stampo a cerniera, lasciando un pò di impasto da parte, che sarà sbriciolato sulla superficie. Spalmare sulla base di frolla la marmellata di amarene e versarvi sopra la crema pasticcera. Sbriciolare la pasta frolla messa da parte e infornare a 180°C per circa 30-40 minuti.

Visto quant'è semplice? :)

venerdì 26 novembre 2010

Roccocò

E come vi avevo annunciato qui, ecco i roccocò sfornati e pronti per essere mangiati. Ne esistono due versioni: quella dura (da spaccarsi i denti, che Siani, comico napoletano, definisce "o' frate scemo d' 'o casatiello") e quelli morbidi. Io ho fatto quelli duri, ma mi adopererò per cercare anche la versione morbida.
Come vi dicevo, la ricetta è sempre tratta da "I dolci napoletani"

INGREDIENTI
500g farina
500g zucchero
acqua fredda (più o meno mezzo bicchiere)
250g mandorle
12 chiodi di garofano
1/2 noce moscata
cannella
buccia grattugiata di un'arancia e di un limone
2g carbonato di ammonio
sale
1 tuorlo d'uovo

PREPARAZIONE
Mescolare tutti gli ingredienti secchi con gli aromi triturati in un mortaio (qui a Napoli in commercio si trova il pisto, che è un miscuglio già pronto di queste tre spezie da utilizzare proprio per la preparazione dei dolci tipici natalizi napoletani). Aggiungere l'acqua e lavorare l'mpasto fino a ottenere una pasta liscia. Aggiungere il carbonato d'ammonio, mescolare bene e lasciare riposare l'impasto per una notte, coperto con un cannovaccio, in un luogo asciutto e fresco.
Il giorno dopo, aggiungere le mandorle (prossima volta ne metterò qualcuna in più) e formare dei bastoncini, della lunghezza di circa 12cm e dello spessore di un dito, e avvolgerli su se stessi, formano delle ciambelline. Spennellarli con il tuorlo d'uovo sbattuto con un goccio di latte e cuocere in forno per i primi 7-8 minuti a 250°C (consentirà ai roccocò di crescere e gonfiarsi - badate a metterli a debita distanza gli uni dagli altri) e proseguire più o meno per altri 15-20 minuti la cottura a 180°C.
Il consiglio dell'autore è quello di far cuocere ancora per qualche oretta a 50°C per garantirne la conservazione; io questo passaggio l'ho omesso, perchè tra poco non ne resterà nemmeno uno.. :P

.. distribuzioni varie in giro, cosa avete capito?? ;)

Colgo l'occasione per ringraziare Anastasia del dolcissimo premio che mi ha donato. Il regolamento vuole che si giri a 12 altri blogger ed ecco la mia lista:
1. Katia di American pie e dintorni
2. Antonella di Basta un soffio di vento e..
3. EliFla di cuocicucidici
4. Emy di Tutto fumo e niente arrosto
5. Cristina di Le chicche di Chicca
6. Erica di Ogni riccio un pasticcio
7. Francesca di Panna cioccolato e fantasia
8. Aniko di Paprika&paprika
9. Claudia di Pasticci e pastrocchi
10.Laura di Ricotta e miele
11.Manuela e Silvia di Spizzichi e bocconi
12. Giovanna, Marzia e Orsetta di White Dark Milk Chocolate

Adesso non resta altro da fare che andare ad avvertirle :D

Con questa ricetta partecipo al contest di Patrizia


Partecipo anche alla raccolta di Ornella

giovedì 25 novembre 2010

Waiting for..

..i roccocò. Al momento la pasta è al riposo, sotto un cannovaccio ("in un luogo fresco e asciutto"). La fonte della ricetta è sempre la stessa: "I dolci napoletani" di Luciano Pignataro.
Intanto ho modificato nuovamente il blog. Un rigraziamento va a Katia, che mi ha gentilmente messo a disposizione le sue conoscenze (ancora ignara di quanto possa essere dura di comprendonio, io :)

Buona serata.
Adesso torno ai miei roccocò

martedì 23 novembre 2010

Aspettando il Natale.. I mustaccioli

Sarebbe proprio il caso di dirlo che il Natale quando arriva, arriva. Certo parlare di Natale il 23 novembre è un tantinello presto, ma vuoi mettere sperimentare sin da ora quelle che saranno le golosità da mettere in tavola?
Vabbè, confesso anche che ho voluto sperimentare sin da ora a fare un pò della dolcetteria tipica natalizia napoletana, onde evitare ciofeche colossali dell'ultimo momento. Ho iniziato con i miei preferiti: i mustaccioli.
La storia vuole che abbiano questo nome perchè ricordano la forma dei mostaccioli, cioè i baffi lunghi e folti portati dagli antichi e nobili signori. Di solito si trovano quelli di grandi dimensioni (12 cm, più o meno) e quelli più piccoli (la pasticceria mignon).
In casa mia non mancano mai, insieme a roccocò, raffaioli, cassatine, paste reali, ecc.. (alcuni saranno preparati e pubblicati qui, non disperate)

La ricetta l'ho presa da quella che ormai è diventata la Bibbia della mia pasticceria napoletana: "I dolci napoletani" di Luciano Pignataro. Lo trovo molto, molto utile e anche bello (poi io adoro la grafica utilizzata per questi volumoni della Newton Compton Editori).

INGREDIENTI
1kg di farina
1kg di zucchero
350g noci tostate e tritate (io avevo le nocciole e ho usato quelle)
2 bucce di limone grattugiate
1/2 cucchiaino di cannella
2 cucchiai di cacao amaro
un pò di sale

cioccolato fondente per ricoprire i rombi.

PREPARAZIONE
Mescolare tutti gli ingredienti, impastando con acqua tiepida. Far riposare la pasta e poi stenderla a uno spessore di 2cm e tagliarla a rombi (qui a Napoli c'è proprio la forma per farli.. e io l'ho scoperto troppo tardi, quindi ho impiegato un pomeriggio intero a tagliare i biscottoni, cercando di non "sgarrare" nemmeno di un cm.. sono maniacale su queste cose, lo so :). Infornare per 30 minuti a 150°. Farli raffreddare e ricoprirli di cioccolato fondente (a questo punto vi aggiungo una nota: la ricetta indicava 200g di cioccolato fondente. Io ne ho impiegato molto di più. Inoltre ho utilizzato sia i cioccoblocchi, che le semplici tavolette da 200g. Mi sono trovata molto meglio con queste ultime: molto più facili da spennellare, senza che lasciassero antiestetiche striature. Ultima cosa: ho provato a farle anche col cioccolato bianco.. miserrimo risultato. Il cioccolato bianco sciogliendosi è diventato quasi una mousse - e ancora non mi spiego come abbia fatto - e non riuscivo a stenderlo, se non facendo un pastrocchio.. mancava solo che utilizzassi la cazzuola!).

Con questa ricetta partecipo al contezst di Ornella


domenica 21 novembre 2010

linguine con scarole e colatura d'alici di Cetara al profumo di limone

Il vizio di provare a riprodurre quello che mangio in qualche ristorante non me lo leverà nessuno, credo. Questi li ho mangiati da Rossopomodoro, una sera in cui sono uscita con la mia migliore amica per fare quattro chiacchiere e un pò di pseudopsicoanalisi. E sarà proprio questo che mi accingerò a fare: dopo mesi di ripensamenti e prese di coraggio, ho deciso che è arrivato il momento di mettere un punto di fine a questa altalena di umore di rapporto col cibo. Comincerò la terapia con la psicologa. L'alimentazione me la vedrò da me.. Le badi teoriche ci sono, almeno quello :)

INGREDIENTI
300g linguine
1 cespo di scarole
olive nere e capperi
olio evo
4 cucchiai di colatura d'alici di Cetara presidio Slow Food
1 cucchiaino di insaporitore aglio e peperoncino Ariosto
pinoli
scorza grattuggiata di un limone

PREPARAZIONE
Pulire e lavare la scarola. Scaldare in una padella ampia olio e insaporitore. Aggiungere la scarola e lasciare appassire. Unire i capperi e le olive nere. Intanto lessare la pasta. Scolare e far saltare in padella unendo i pinoli e la scora zi limone grattuggiata. Spegnere il fuoco, unire la colatura e servire.

domenica 14 novembre 2010

Cornetti di pasta brioche

Avete presente quelle giornate in cui cerchi una qualsiasi cosa da fare pur di evitare di studiare? Ecco quella di ieri è stata una giornata del genere. Vabbè che io sono bravissima a trovare distrazioni (le ragazze del corso di ballo mi chiamano Lucignolo :) e spesso non sono così utili e golose. Questa è una distrazione che è piaciuta anche in casa ;)

La ricetta l'ho presa dal blog di Paoletta di Anice&Cannella (la ricetta è qui), che a sua volta ha sperimentato una ricetta delle sorelle Simili. Quindi è una ricetta a successo garantito.. e infatti i risultati sono stati eccellenti (nonostante la foto renda molto, molto poco). Mi sono ritrovata casa invasa dal profumo di brioche per due giorni :). Paoletta da due ricette. Io ho preso la versione più dolce, perchè il mio intento era quello di riempirli di Nutella.. (ma si può dire nutella su un blog o vale lo stesso discorso della pubblicità occulta che c'è in TV? chiedo numi..).

INGREDIENTI
Per il lievitino:
150g farina*
90g acqua
1 cubetto di lievito

Impastare gli ingredienti e far lievitare per circa un'ora

Per l'impasto
350g farina*
50g acqua
100g burro
100g zucchero
scorza di limone grattuggiata
2 uova

*Farina= 250g manitoba 250g farina 00

Mescolare i vari ingredienti e fare un impasto. Stendere il lievitino su un ripiano e mettervi al centro il secondo impasto e impastare finchè non si mescolano per bene i due impasti. Metterlo a lievitare in una ciotola imburrata per 1 ora - 1 ora e mezza. Formare i cornetti e farli lievitare ancora, coperti con una pellicola o con un panno umido.
A termine della lievitazione, pennellare con un uovo sbattuto e cuocere in forno a 180°, per circa 15 minuti.


mercoledì 10 novembre 2010

Metti un finocchio a cena - Buon appetito Mr. B.



"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese."
Non ci sono altre parole da dire per esprimere il mio sdegno. Basti leggere le parole della nostra, ormai, con mio rammarico, dimenticata Costituzione.
Non è una ricetta. E' di una semplicità assurda: un finocchio (l'ortaggio! che solo quello è un finocchio), tagliato a fettine sottili, steso su un letto di lattughino, con olive nere tagliate a pezzettini piccoli, scorza di arancia grattugiata, il tutto condito con succo di mezz'arancia, olio, sale e pepe.

domenica 7 novembre 2010

Arrosto alle mele

Per me è "l'arrosto dell'autunno". Non che in estate mi diletti a fare arrosti o in inverno ne faccia di chissà che particolarità, ma l'arrivo dell'autunno e la presenza in casa di mele, mi porta automaticamente a desiderare questo arrostino. E per me, che non amo particolarmente la carne, è davvero una rarità.
Non ho una ricetta ben precisa: ogni volta ci aggiungo qualcosa di diverso. Quindi prendetela come "ricetta base" e poi metteteci del vostro ;)

INGREDIENTI
1 lonza di maiale
4 mele
1 bicchierino di rum
cipolla
olio
2 noci di burro
10g insaporitore per arrosti Ariosto

PREPARAZIONE
Far soffriggere in un'ampia padella la cipolla. Aggiungere la lonza cosparsa con l'insaporitore Ariosto e farla rosolare finchè non crea la "crosticina", aggiungere il rum e far sfumare. Intanto tagliare le mele a cubetti. Aggiungerle alla carne, con un bicchiere di acqua e 2 noci di burro. Lasciare cuocere finchè si disfano le mele.
Quando la carne è cotta, toglierla dalla padella e far rapprendere il fondo di cottura. Servire l'arrosto a fette con la sua salsina di cottura.

mercoledì 3 novembre 2010

Gnocchetti con fagioli e verza

Arriva il freddo e col freddo arriva anche la mia voglia di un bel piatto di pasta coi legumi, caldo caldo e tanto buono. Questa ricetta non è farina del mio sacco, nel senso che l'assaggiammo qualche domenica fa all' "Antica trattoria da Ettore" a Napoli. Era un piccolo assaggio fuori menù ed è diventato amore a prima vista. Caldo, profumato, genuino: insomma, un piattino come piace a me. Ovviamente provare a chiederne la ricetta voleva dire inimicarselo (ognuno ha i suoi segreti) e quindi io e mia madre abbiamo attivato le papille gustative e dopo qualche settimana eccoci a riproporlo.

INGREDIENTI (sono un pò a occhio, quindi fate voi)
fagioli borlotti in scatola
verza precedentemente stufata
pezzettoni di pomodoro in scatola
250g gnocchetti freschi
olio extravergine di oliva

PREPARAZIONE
Scaldare un pò di olio in una pentola con l'aglio e il pomodoro e far cuocere 5 minuti. Aggiungere i fagioli sgocciolati dalla salamoia e coprire con l'acqua. Far cuocere ancora e aggiungere la verza precedentemente stufata e gli gnocchetti. Far cuocere al dente e servire.

Io ci avrei messo anche un pò di pepe, ma poi alla fine me ne sono dimenticata :(

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